Padre Morittu commendatore: «Un onore per tutto Mondo X»

La consegna dell'onorificenza a Padre Morittu dal prsidente Mattarella

La consegna dell'onorificenza al Quirinale dalle mani del presidente Mattarella

SASSARI. La mano che stringe il polso del presidente Mattarella, gentile e vigorosa come ogni azione del padre francescano che tutti hanno imparato a conoscere. Il sorriso e l’emozione a mala pena celati dalla mascherina. La soddisfazione per una onorificenza che va a un uomo, ma anche a un mondo intero. «Perché, come tante volte ho detto alla mia gente, il mio è un nome al plurale. Lei ha onorato i miei frati, i volontari della nostra associazione Mondo X Sardegna e una incredibile moltitudine di uomini e donne che in questi 40 anni hanno convissuto con me sulla frontiera della droga, dell’Aids e dell’emarginazione sociale in Sardegna».

È ricca di simboli e significati la mattinata di ieri 29 settembre al Quirinale, con il presidente Mattarella che ha consegnato le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. A ricevere il riconoscimento c’era anche Padre Salvatore Morittu, che Commendatore era stato nominato un anno fa, e ne era stato informato proprio mentre lasciava l’ospedale, dove aveva vinto l’ennesima battaglia di una vita in trincea, quella con il Covid.
Un riconoscimento arrivato «per aver dedicato tutta la sua vita al contrasto alle tossico-dipendenze e all'emarginazione sociale», che il frate francescano non aveva potuto ritirare di persona, per via dell’emergenza pandemica. E che ora, emozionato, prende in nome di tutto il mondo che intorno a lui da più di 40 anni ruota.

«Nel 1980 ha fondato a Cagliari la Comunità San Mauro – recita la motivazione dell’onorificenza – prima comunità terapeutica residenziale per tossicodipendenti in Sardegna e il Centro di Accoglienza San Mauro per preparare i giovani al programma residenziale e allo stesso tempo per fare prevenzione sul territorio. Solo due anni dopo ha dato vita alla Comunità di S’Aspru, nelle campagne di Siligo (SS) utilizzando una vecchia fattoria di proprietà della diocesi. Nel 1984 è la volta del Centro di Accoglienza «Città di Sassari», con le stesse funzioni di quello di Cagliari e di «Associazione Mondo X Sardegna per la difesa dell'uomo».

«Dal 1985 – prosegue il testo della motivazione – comincia ad accogliere in comunità i giovani sieropositivi all'HIV e i malati di Aids che, a partire dal 1998 verranno ospitati nella Casa Famiglia Sant'Antonio Abate, unica struttura socio-residenziale nell'isola che accoglie persone affette da HIV e patologie correlate. È socio fondatore della Società Italiana Tossicodipendenze che raccoglie a livello nazionale i più celebri ricercatori in ambito medico-farmacologico-sociale».

«Ho trascorso il Natale in un reparto anti-covid (dopo 39 vissuti con i tossicodipendenti) – aveva scritto padre Morittu al presidente in una toccante lettera di ringraziamento – con nuovi poveri, e io, povero con loro, e con il personale sanitario strematissimo ma indefesso. Per me francescano è stato come vivere un Natale di Greccio incarnato nell’attualità di questa pandemia. Lei capirà, signor Presidente, che la gioia di essere vivo e poter tornare a casa, ha superato l’imbarazzo e l’onore che lei ha voluto dare alla mia persona. Non di meno, voglio tanto ringraziarla perché ha rivolto il suo sguardo sulla gente e sui problemi della mia Sardegna e da frate accetto con semplicità di essere stato così privilegiato». Un privilegio sottolineato ieri dalla mano che stringe il polso del presidente, gentile e vigorosa, come la vita di frate Salvatore, sempre primo ad aiutare gli ultimi.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes