Allarme a Predda Niedda: «Soldi finiti, chiudo le strade»

La “1” per Li Punti transennata per le troppe buche. Il commissario Cosseddu: «Abbanoa ha svuotato i conti»

SASSARI. Le ganasce di Abbanoa stringono ancora di più la Zir di Predda Niedda, specialmente su una delle sue arterie fondamentali, la strada 1, da ieri mattina a senso unico alternato nell’ultimo tratto, quello che dall’ex mercato ortofrutticolo porta a Li Punti. Una scelta inevitabile, presa dal commissario liquidatore Salvatore Cosseddu dopo le segnalazioni della polizia locale. Troppe le buche, riempite dalla pioggia battente, troppi i rischi per il serpentone di auto che percorre il tratto ogni giorno per entrare e uscire dalla Zir. «Siamo stati costretti a transennare alcuni tratti – dice Cosseddu – e non abbiamo chiuso completamente la strada solo perché c’erano problemi con alcune vie di penetrazione agraria. Ma non escludiamo di farlo se sarà necessario. Non abbiamo risorse per gestire alcuna attività e garantire la sicurezza nella viabilità interna. Questo significa che se non arriveranno i fondi, saremo via via costretti a chiudere i varchi di accesso della Zona industriale e impedire il traffico veicolare. Abbiamo già avvisato il prefetto di questa ipotesi».

Per ora si parte da qualche transenna, fino a quando il tempo sarà più clemente e di potranno mettere gli ennesimi rattoppi. Che però potrebbe essere l’inizio del tracollo definitivo, soprattutto con l’arrivo delle feste, che aumentano ancora di più la pressione su 24 chilometri di strade, sui cui il Comune non ha nessuna giurisdizione e che nessuno ha i soldi per rattoppare, nonostante ogni giorno ci circolino 16mila mezzi e nella strada 2, quella più centrale, tra le 17.30 e le 18.30 di un qualsiasi feriale passino 1.800 veicoli.

Il problema è sempre lo stesso, e nessuno sembra essere interessato a trovare una soluzione: il debito monstre di 22 milioni accumulato dalla Zir con Abbanoa, che in attesa della soluzione politica fa “prelievi” forzati nei conti di un Consorzio che, ironia della sorte, potrebbe essere il primo dell’Isola a chiudere l’ormai storica gestione commissariale (iniziata dal 2008) e invece si trova a non avere i soldi per pagare gli stipendi dei 7 dipendenti rimasti e fare l’ordinaria manutenzione e pulizia delle strade. A luglio 2020 l’ente gestore dell’acqua aveva già “bussato”, bloccando un conto postale vincolato nel quale confluiscono gli incassi da parte della Zir dei piano di rientro degli arrentrati dei consumi idrici, 600mila euro che di fatto erano l’unica “cassa” a disposizione per la gestione ordinaria. Ora l’ennesima “azione”: 400mila euro di fondi regionali per lavori pubblici, utilizzabili perché il loro vincolo è caduto, dopo 10 anni, in prescrizione, bloccati e assegnati dal giudice ad Abbanoa. «Ora non abbiamo più un euro per mandare avanti l’ordinaria amministrazione – tuona Cosseddu – figuriamoci la manutenzione delle strade. È paradossale, perché quei soldi di fatto erano dalla Regione, che è l’unica che può risolvere il problema e invece ha fatto pignorare le sue stesse risorse da Abbanoa, di cui peraltro è la principale azionista».

Eppure l’annosa guerra dell’acqua era arrivata nel 2019 a un passo dalla soluzione. Con il passaggio della rete della Zir ad Abbanoa e la Regione che aveva stanziato 11 milioni di euro per colmare una parte del debito. Ma Abbanoa all’ultimo si è tirata indietro per quanto riguarda la liquidazione dei debiti pregressi, dicendo che vuole chiudere la partita di tutte le Zir dell’Isola e non solo di quella sassarese. E nel mentre batte cassa sui conti dell’agonizzante Zir. Risultato: «Abbiamo completato l’allineamento catastale – chiude Cosseddu – risanato i problemi delle utenze e, se avessimo i fondi, saremo in grado di chiudere la liquidazione della Zir. E invece stiamo affondando nei debiti. Non staremo ad aspettare a lungo, e a quel punto la Regione dovrà prendersi le sue responsabilità».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes