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Vigili del fuoco, muffa in caserma

Vigili del fuoco, muffa in caserma

Disagi e situazione sempre più intollerabile nel distaccamento di Ozieri

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OZIERI. Lavoretti tampone, derattizzazioni saltuarie e posa delle zanzariere non sono assolutamente bastati per risolvere i problemi della caserma dei vigili del fuoco di Ozieri. L’arrivo di copiose piogge e l’usura che ha creato danni non facili da risanare hanno acuito i disagi già più di una volta segnalati anche su queste pagine. Negli ultimi giorni la situazione si è aggravata, perché la muffa la sta facendo da padrona nei muri e nei soffitti, in più parti l’intonaco interno, nei bagno o nelle camere di riposo, ed esterno rischia di cadere giù, le serrande sempre aperte non fanno da barriera a ingressi esterni e l’umidità sta creando danni ai parapetti e alle facciate dove i rischi di cedimento sono evidenti anche a una prima occhiata.

Non è certo una bella immagine per la sede di una forza di soccorso che, tra le altre cose, ha il compito di relazionare e verbalizzare su danni simili in case private ed edifici pubblici. Dopo alcuni interventi tampone eseguiti nei mesi scorsi per ovviare ai disagi più lampanti, come la citata posa delle zanzariere (che però non stanno impedendo l’ingresso in caserma dei topi, con tutti danni che essi provocano), nessuna risposta è arrivata dal Comune di Ozieri, proprietario dell’immobile, ed evidentemente il comando provinciale non ha fatto abbastanza pressing per avere riscontri. La sede del distaccamento non può assolutamente considerarsi idonea alle funzioni che dovrebbe svolgere, ovvero non un parcheggio di mezzi ma una caserma nella quale i vigili del fuoco – chiamati in causa a ogni ora del giorno e della notte – sostano, mangiano, fanno una doccia e dormono quando si può. Si dice – voci non confermate – che il Comune stia cercando un’area (e sicuramente dei fondi) per costruire una nuova sede più idonea, ma se anche questa ipotesi fosse plausibile i tempi sarebbero a dir poco biblici. Ma anche se anche si facesse in fretta, resta il fatto che la situazione non solo di comodità ma soprattutto igienico-sanitaria e di sicurezza- dell’edificio attuale del distaccamento non è ulteriormente sopportabile. (b.m.)

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