Ersu: coperte tutte le borse di studio
I 3.630 studenti idonei riceveranno la prima tranche entro il 31 dicembre
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Anche quest’anno l’Ersu non farà attendere i propri studenti: con uno stanziamento di circa 14 milioni di euro è pronto a erogare entro il 31 dicembre la prima tranche (la seconda avverrà nel mese di giugno 2022) delle borse di studio ai 3630 idonei in graduatoria.
Grazie all’intervento del presidente e del cda, che ha destinato l’avanzo di esercizio, si è potuto anche quest’anno scongiurare ciò che in passato è accaduto a causa dell’indisponibilità della totalità delle risorse, ovvero la creazione di una graduatoria a due velocità con una prima parte di idonei beneficiari del contributo (fino a esaurimento risorse) e una più lenta formata dai cosiddetti “idonei non beneficiari” per i quali non vi era liquidità a sufficienza e dovevano attendere nuovi interventi finanziari regionali. Dopo la pubblicazione online il 30 novembre, così come da bando, dalla graduatoria ufficiale sono rimasti esclusi - perché privi dei requisiti di merito e reddito - 803 studenti e studentesse. «Poter soddisfare la totalità delle richieste dei nostri studentesse e studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi per accedere o proseguire un percorso di alta formazione accademica è l’obiettivo che ci poniamo quotidianamente – dice il direttore generale Libero Meloni –: la nostra unica mission è garantire il diritto allo studio. Ci impegniamo anche per trasferire ai nostri studenti e studentesse una maggiore attenzione verso procedure importantissime per il loro futuro accademico qual è ad esempio il bando per accedere alle borse di studio. Sovente riscontriamo troppa disattenzione non solo nello svolgimento delle procedure di accesso al bando, ma soprattutto per le scadenze».
«Grazie all’appoggio del consiglio di amministrazione abbiamo potuto liberare risorse essenziali per garantire le borse di studio a chi ne ha i requisiti – aggiunge il presidente Massimo Sechi –. Sono soddisfatto del risultato raggiunto anche quest’anno, un vero e proprio traguardo di civiltà per garantire a tutte e tutti di essere alla pari nell’intraprendere o proseguire il proprio percorso universitario. I tempi sono ancora complicati per l’economia dell’isola e per i bilanci delle famiglie. Mantenere un figlio all’Università in questo particolare momento, dopo due anni di pandemia, può non esser più sostenibile: il nostro compito è essere un sostegno concreto per i nostri giovani e scongiurare l’abbandono degli studi».
Grazie all’intervento del presidente e del cda, che ha destinato l’avanzo di esercizio, si è potuto anche quest’anno scongiurare ciò che in passato è accaduto a causa dell’indisponibilità della totalità delle risorse, ovvero la creazione di una graduatoria a due velocità con una prima parte di idonei beneficiari del contributo (fino a esaurimento risorse) e una più lenta formata dai cosiddetti “idonei non beneficiari” per i quali non vi era liquidità a sufficienza e dovevano attendere nuovi interventi finanziari regionali. Dopo la pubblicazione online il 30 novembre, così come da bando, dalla graduatoria ufficiale sono rimasti esclusi - perché privi dei requisiti di merito e reddito - 803 studenti e studentesse. «Poter soddisfare la totalità delle richieste dei nostri studentesse e studenti capaci, meritevoli e privi di mezzi per accedere o proseguire un percorso di alta formazione accademica è l’obiettivo che ci poniamo quotidianamente – dice il direttore generale Libero Meloni –: la nostra unica mission è garantire il diritto allo studio. Ci impegniamo anche per trasferire ai nostri studenti e studentesse una maggiore attenzione verso procedure importantissime per il loro futuro accademico qual è ad esempio il bando per accedere alle borse di studio. Sovente riscontriamo troppa disattenzione non solo nello svolgimento delle procedure di accesso al bando, ma soprattutto per le scadenze».
«Grazie all’appoggio del consiglio di amministrazione abbiamo potuto liberare risorse essenziali per garantire le borse di studio a chi ne ha i requisiti – aggiunge il presidente Massimo Sechi –. Sono soddisfatto del risultato raggiunto anche quest’anno, un vero e proprio traguardo di civiltà per garantire a tutte e tutti di essere alla pari nell’intraprendere o proseguire il proprio percorso universitario. I tempi sono ancora complicati per l’economia dell’isola e per i bilanci delle famiglie. Mantenere un figlio all’Università in questo particolare momento, dopo due anni di pandemia, può non esser più sostenibile: il nostro compito è essere un sostegno concreto per i nostri giovani e scongiurare l’abbandono degli studi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
