Un sassarese in vetrina su Forbes

La prestigiosa rivista menziona Simone Dore tra i top manager italiani emergenti nel networking

SASSARI. Qualche anno fa, come ogni ragazzo che sogna in grande, ha provato anche lui a giocare con quelle app che infilano la tua faccia nelle copertine dei giornali più famosi del mondo. Per vedere che effetto fa ammirarsi sulla prima del Times, del Washington Post o di Forbes. «Ora mi sembra quasi di essere tornato indietro di dieci anni – dice Simone Dore, trent’anni, sassarese, residente a Milano da 15 anni – ed è una strana sensazione. Perché all’epoca quegli esperimenti grafici mi facevano sorridere. Ora però mi è successo davvero, e mi sembra ancora uno scherzo».



La rivista Forbes infatti gli ha dedicato una pagina intera, menzionandolo nel numero di dicembre (la più importante tra le dodici mensilità del prestigioso magazine)tra i top manager italiani. Nexim, l’azienda di telecomunicazioni da lui fondata, nel solo 2021 è cresciuta del 750 per cento rispetto all’anno precedente e fattura un milione di euro. Un salto di qualità quasi inimmaginabile.

C’è chi ci nasce col pallino dell’informatica. Figlio di un collaboratore scolastico e di una parrucchiera, già a sette anni, nel quartiere di Cappuccini, col suo modem Us Robotics a 56k regalato dal padre, aveva “cablato” con la prima connessione internet tutto il condominio. Era il 1998. Da quel primo embrione di network casereccio, poi di strada ne ha fatta tanta. Oggi quella passione è diventata un mestiere, si chiama “security network engineer” e ne è venuto fuori un piccolo impero tecnologico. Nel ruolo di ad & cto, Simone Dore controlla una rete specializzata in progettazione, sviluppo e fornitura di sistemi di connettività che sul territorio italiano gestisce 8600 chilometri di fibra ottica, 4 data center di proprietà e 27 centrali con apparati propri.

Nata dall’idea di soddisfare le richieste dei territori disagiati e periferici per la connessione ad alta velocità, l’azienda è riuscita ad aprire uffici a Milano, Roma, Napoli, Verona, Sassari e Tortona, per poi ampliare il suo raggio d’azione in Europa, da Bruxelles ad Amsterdam, da Londra a Parigi. Poi Dubai, Riad, Gedda e NewYork.

Come riportato da Forbes, fiore all’occhiello di Nexim è l’affidabilità del servizio di cybersecurity, grazie alla quale la ditta è stata scelta per proteggere a settembre il G20 di Napoli e quindi il G7.

L’anno della pandemia ha funzionato da acceleratore nella crescita esponenziale di Nexim. Il lockdown, da momento di crisi è diventato una opportunità: l’esigenza di comunicare da remoto, di farlo in maniera svelta e sicura, protetti dalla pirateria informatica, ha dato la possibilità al team di Dore di mettere in campo tutte le potenzialità. Ora con l'autorizzazione del Ripe (ente che gestisce le reti internazionali) Nexim Italia è stata autorizzata ad aprire il primo Internet Exchange a Sassari, con il nome di SARDIX "Sardegna Internet Exchange", un luogo dove gli operatori possono scambiare traffico gratuitamente.

«Il mio obiettivo, e sono determinato a raggiungerlo – dice Dore – è quello di richiamare aziende d’eccellenza per costituire un vero polo tecnologico a Sassari, dove sono presenti tante competenze ma spesso mancano la volontà e il coraggio di investire. Io opero in Lombardia, ma la Sardegna potrebbe offrire una qualità di vita nettamente superiore. Ho chiesto un incontro al governatore Solinas per spiegare il mio progetto, ho provato a chiedere udienza a Provincia e Comune, ma finora mi hanno ignorato tutti. Vorrei portare grosse multinazionali a investire sul territorio: networking, telecomunicazione, sviluppo software. Ci sarebbe tanto su cui lavorare».


 

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