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Sassari

«Chimica verde, basta con gli ostacoli»

«Chimica verde, basta con gli ostacoli»

Tra le prime richieste lo sblocco del progetto nello stabilimento di Porto Torres

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SASSARI. Una delle prime richieste del “Tavolo del nord” rivolta al ministero è riguarda lo stato di attuazione protocollo chimica verde nel sito industriale di Porto Torres. «La riconversione Industriale dello stabilimento chimico di Porto Torres – si legge nel documento firmato dalla “cabina di regia” – a distanza di dieci anni dal protocollo d'Intesa sulla Chimica verde è attuata solo parzialmente (costruzione di 2 rispetto ai 7 impianti previsti), e ciò, secondo le dichiarazioni della Versalis, anche a causa del contezioso con la Novamont. Un lungo contenzioso che se pur incardinato in un arbitrato si protrae da oltre 6 anni, apparendo ormai come un pretesto per non fare».

«L'area industriale di Porto Torres ha però tutte le condizioni per ripartire da quel progetto a condizione che si rimuovano gli ostacoli che ne hanno impedito l'attuazione, con implicazioni notevoli anche a livello mondiale, ed offrire un contributo concreto per il superamento dell'uso dei derivati dal petrolio a favore di nuove soluzioni e prodotti biodegradabili. Per queste ragioni riteniamo necessario richiedere il rispetto degli impegni assunti in sede governativa nazionale e regionale dall'Eni. Il Nord-Ovest della Sardegna deve recuperare un ruolo chiave nei nuovi mercati delle materie bio-degradabili. Settore che evidenzia costanti trend di crescita e rappresenta una esemplificazione perfetta della circolarità. In questa prospettiva l'area industriale di Sassari-Porto Torres può diventare sede di sviluppo di quella economia green e circolare sulla quale si basa il rilancio dell'Italia e dell'Europa».



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