Sassari, accalcati sotto la pioggia per fare il vaccino
Lunga fila al freddo all'hub di Sassari: troppe richieste, il sistema annaspa
SASSARI. Alle 11.30 sotto la grandine si riassapora quella sensazione di affollamento dimenticata negli ultimi due anni. All’ingresso dell’hub vaccinale di via Grazia Deledda a Sassari, lato via Marghinotti, è una distesa di ombrelli e di persone imbaccuccate nel tentativo di proteggersi dalla pioggia e dal freddo. Tutti in fila per il vaccino Covid – terza, seconda o prima dose – ma la fila in realtà non c’é e non potrebbe esserci perché il marciapiede è stretto, la gente è tantissima, e di fronte all’ingresso non c’è un piazzale che possa accogliere le persone: c’è la strada dove passano le auto e molte hanno anche fretta. E allora l’unica soluzione è stare appiccicati, in un assembramento obbligato che va contro le regole base anti contagio. Non solo: l’attesa è lunga, gli orari non vengono rispettati e tra i pazienti in fila cresce il nervosismo. Ci sono molte persone anziane, c’è una signora che ha dolore a una gamba e vorrebbe sedersi, c’è chi tossisce e starnutisce perché fa freddo. A mezzogiorno la protesta sale di tono: «Questo posto non va bene, veniamo per vaccinarci e rischiamo di ammalarci». L’hub inaugurato poco più di un mese fa dopo la chiusura dell’altro, molto più grande alla Promocamera di Predda Niedda, viene fuori in tutta la sua inadeguatezza: il turno si aspetta in strada, lo spazio è piccolo e trovare parcheggio nei paraggi è un’impresa.
Articolo completo e altri servizi nel giornale in edicola e nella sua versione digitale
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
