lo stop
L’interdittiva antimafia che ha rischiato di far saltare tutto
SASSARI. È stato a un passo dal saltare per aria il cantiere dei lavori di ampliamento del Palaserradimigni. La Ser.Co.Ge, una volta raggiunta dal provvedimento del prefetto di Napoli a fine maggio,...
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SASSARI. È stato a un passo dal saltare per aria il cantiere dei lavori di ampliamento del Palaserradimigni. La Ser.Co.Ge, una volta raggiunta dal provvedimento del prefetto di Napoli a fine maggio, ha fatto immediatamente ricorso al Tar e ha chiesto di aspettarne gli esiti, sicura di rientrare in white list.
Il Comune però ha risposto a muso duro al consorzio Integra, assegnatario dell’appalto, dandogli un termine ultimativo di 15 giorni per risolvere la situazione, pena la risoluzione (prevista dal codice anti-mafia) dell’appalto.
Soluzione che era appunto l’indicazione di un nuovo esecutore dei lavori da scegliere tra i consorziati. Indicazione che alla fine è arrivata, con il Comune che, dopo le laboriose verifiche di rito, ha consegnato le chiavi del cantiere alla coop romana Kratos.
La sostituzione dell’impresa ha comportato un notevole rallentamento delle attività di cantiere che sono rimaste completamente interrotte fino al mese di settembre, e anche il successivo riavvio è stato inevitabilmente lento, con la coop romana che comunque si dice pronta a contenere i ritardi entro i tre mesi di proroga chiesti, e ottenuti, da Palazzo Ducale.
Il Comune però ha risposto a muso duro al consorzio Integra, assegnatario dell’appalto, dandogli un termine ultimativo di 15 giorni per risolvere la situazione, pena la risoluzione (prevista dal codice anti-mafia) dell’appalto.
Soluzione che era appunto l’indicazione di un nuovo esecutore dei lavori da scegliere tra i consorziati. Indicazione che alla fine è arrivata, con il Comune che, dopo le laboriose verifiche di rito, ha consegnato le chiavi del cantiere alla coop romana Kratos.
La sostituzione dell’impresa ha comportato un notevole rallentamento delle attività di cantiere che sono rimaste completamente interrotte fino al mese di settembre, e anche il successivo riavvio è stato inevitabilmente lento, con la coop romana che comunque si dice pronta a contenere i ritardi entro i tre mesi di proroga chiesti, e ottenuti, da Palazzo Ducale.
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