Ferito nel cantiere di una palazzina Area, assolti i datori di lavoro
di Nadia Cossu
SASSARI. Mentre si trovava all’interno di un cassone – durante le operazione di smaltimento dei rifiuti nel cantiere per la costruzione di una palazzina Area – era rimasto ferito alla mano sinistra,...
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SASSARI. Mentre si trovava all’interno di un cassone – durante le operazione di smaltimento dei rifiuti nel cantiere per la costruzione di una palazzina Area – era rimasto ferito alla mano sinistra, raggiunto da una forca per lo scarico di residui di cartongesso durante una manovra di discesa. All’operaio, un 35enne dipendente della ditta Procart, quell’incidente era costato un’assenza dal posto di lavoro di 45 giorni, proprio per via delle gravi ferite riportate. Nel cantiere, come vuole la prassi in queste situazioni, era intervenuto lo Spresal che aveva inoltrato alla Procura della Repubblica l’esito dell’ispezione e in seguito a questa relazione tre datori di lavoro – Roberto Masia, Giuseppe Senes e Gian Nicola Montalbano, tutti sassaresi – erano finiti a processo con l’accusa di lesioni colpose.
Il giudice Elena Meloni accogliendo la tesi e la richiesta degli avvocati difensori Maurizio Serra (per Masia e Senes, amministratori della Procart) e Gabriele Satta (per Montalbano) li ha assolti.
L’accusa, in particolare, sosteneva che una certa attività di cantiere, ossia lo smaltimento dei rifiuti, non fosse stata prevista dal Piano operativo della sicurezza. L’incidente era stato causato dall’oscillazione del braccio della gru che operava su un cassone di smaltimento dentro il quale si trovava proprio l’operaio che collaborava con il gruista. La difesa degli imprenditori ha però dimostrato durante il dibattimento che erano previste nel piano tutte le attività di intervento della gru e, quindi, anche quella di trasporto dei rifiuti. E che, quindi, non c’era stata alcuna omissione che potesse essere considerata causa dell’incidente subìto dal 35enne. L’operaio, oltretutto, aveva riferito che i suoi datori di lavoro l’avevano correttamente istruito. Da qui l’assoluzione.
Il giudice Elena Meloni accogliendo la tesi e la richiesta degli avvocati difensori Maurizio Serra (per Masia e Senes, amministratori della Procart) e Gabriele Satta (per Montalbano) li ha assolti.
L’accusa, in particolare, sosteneva che una certa attività di cantiere, ossia lo smaltimento dei rifiuti, non fosse stata prevista dal Piano operativo della sicurezza. L’incidente era stato causato dall’oscillazione del braccio della gru che operava su un cassone di smaltimento dentro il quale si trovava proprio l’operaio che collaborava con il gruista. La difesa degli imprenditori ha però dimostrato durante il dibattimento che erano previste nel piano tutte le attività di intervento della gru e, quindi, anche quella di trasporto dei rifiuti. E che, quindi, non c’era stata alcuna omissione che potesse essere considerata causa dell’incidente subìto dal 35enne. L’operaio, oltretutto, aveva riferito che i suoi datori di lavoro l’avevano correttamente istruito. Da qui l’assoluzione.
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