Ploaghe, dal parroco la carità ai padri separati
La chiesa di Cristo Re destinerà tremila euro a una struttura per papà in difficoltà economiche
2 MINUTI DI LETTURA
PLOAGHE. Durante questo Avvento 2021 la parrocchia di San Pietro Apostolo-Cristo Re in Ploaghe, ha scelto di fare un gesto di carità ispirato dall’anno “giuseppino” che volge al termine, indetto da papa Francesco l’8 dicembre del 2020, aiutando la “Casa della Speranza” di Flumini di Quartu, una struttura gestita dalle Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, adibita all’accoglienza di padri che, a seguito della separazione, attraversano una serie di difficoltà socio economiche.
In Italia i padri separati sono 4 milioni, di questi 800 mila vivono sulla soglia di povertà. Il 66% circa non riesce a sostenere le spese per i beni di prima necessità. A tal fine la parrocchia ploaghese ha organizzato una pesca di beneficenza e una raccolta di fondi alle quali i parrocchiani ploaghesi hanno corrisposto con la consueta generosità. «Con questo gesto si è voluto educare anche a riconoscere e ad evidenziare questa nuova ed inedita forma di povertà e, nei limiti del possibile, a soccorrerla», ha spiegato don Giuseppe Virgilio, che nei giorni scorsi insieme al volontario Davide Rhus si è recato a Cagliari per consegnare nelle mani di suor Anna Cogoni, responsabile della struttura di accoglienza, la somma di tremila euro, frutto della raccolta parrocchiale, assieme ad una icona di San Giuseppe, realizzata dall’artista ploaghese Tonino Pulina e destinata alla “Casa della Speranza” come segno di protezione per tutti i padri che vi vengono ospitati.
Alla stessa suor Anna, responsabile anche della vicina “Oasi San Vincenzo”, struttura per minori che per diverse ragioni non possono rimanere in famiglia, sono stati consegnati prodotti per l’igiene e tanti gustosi dolci della tradizione ploaghese.
Mauro Tedde
In Italia i padri separati sono 4 milioni, di questi 800 mila vivono sulla soglia di povertà. Il 66% circa non riesce a sostenere le spese per i beni di prima necessità. A tal fine la parrocchia ploaghese ha organizzato una pesca di beneficenza e una raccolta di fondi alle quali i parrocchiani ploaghesi hanno corrisposto con la consueta generosità. «Con questo gesto si è voluto educare anche a riconoscere e ad evidenziare questa nuova ed inedita forma di povertà e, nei limiti del possibile, a soccorrerla», ha spiegato don Giuseppe Virgilio, che nei giorni scorsi insieme al volontario Davide Rhus si è recato a Cagliari per consegnare nelle mani di suor Anna Cogoni, responsabile della struttura di accoglienza, la somma di tremila euro, frutto della raccolta parrocchiale, assieme ad una icona di San Giuseppe, realizzata dall’artista ploaghese Tonino Pulina e destinata alla “Casa della Speranza” come segno di protezione per tutti i padri che vi vengono ospitati.
Alla stessa suor Anna, responsabile anche della vicina “Oasi San Vincenzo”, struttura per minori che per diverse ragioni non possono rimanere in famiglia, sono stati consegnati prodotti per l’igiene e tanti gustosi dolci della tradizione ploaghese.
Mauro Tedde
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
