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Sassari

«Vidi l’anziano cadere a terra, ma non fu colpito»

«Vidi l’anziano cadere a terra, ma non fu colpito»

Un teste oculare difende il 33enne imputato per la morte di un pensionato avvenuta in corso Trinità

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SASSARI. «Quel giorno io e mia moglie, che abbiamo un bar proprio davanti al punto in cui è successo tutto, vedemmo l’anziano colpire il bambino con lo zaino, gli dava schiaffi, a un certo punto lo ha sbattuto anche contro un cancello. Mia moglie gli chiedeva di smetterla, lui non sembrava molto lucido».

Ha parlato davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Mauro Pusceddu (a latere Sergio De Luca) uno dei due testimoni oculari che a marzo dell’anno scorso assistettero all’aggressione di corso Trinità. Il pensionato sassarese Roberto Sanna, di 66 anni, era deceduto per le complicanze dovute a una caduta in mezzo alla strada a pochi metri dalla scuola da cui aveva appena ritirato il nipotino di 8 anni. L’uomo era morto nel reparto di Rianimazione, dove era arrivato privo di coscienza per un profondo trauma cranico. Per quel fatto era finito a processo con l’accusa di omicidio preterintenzionale un 33enne sassarese. L’imputato era intervenuto in difesa della sua fidanzata che sarebbe stata aggredita da quel nonno che – secondo i testimoni – avrebbe maltrattato il nipotino e per questo la ragazza e un’altra donna lo avevano rimproverato.

«Una persona che abita lì era intervenuta in difesa del bambino – ha raccontato ieri il testimone – lo aveva preso e spostato. Poi era arrivata un’anziana e aveva urlato contro l’uomo. Erano vicino alla scalinata, è iniziata una discussione e l’anziano ha aggredito anche lei, prima con le parole, poi le ha messo le mani al collo. In quel momento si è avvicinata una ragazza più giovane che si è messa in mezzo. Ma l’anziano colpiva chiunque gli capitasse davanti».

Fino all’arrivo dell’imputato. «Sì – ha confermato il teste – quel giovane si è frapposto per aiutare le due donne. Ha sollevato la coscia, ma come per difendersi, erano attaccati l’uno all’altro. Il signore più anziano è caduto all’indietro. Dopo poco è arrivata un’ambulanza, mentre mia moglie ha chiamato la polizia».

Un racconto che in qualche modo ha confermato la versione difensiva (l’imputato è assistito dagli avvocati Marco Palmieri e Franco Luigi Satta, mentre il pm è Ermanno Cattaneo). «Io ero a pochi metri, ero vicinissimo e ho visto tutto – ha aggiunto il baristac – C’erano tante persone perché era l’orario di uscita dalla scuola. Avevo la visuale libera quando il pensionato è caduto. Non c’è stato alcun calcio contro di lui».

Il processo, che si sta celebrando con il rito abbreviato condizionato all’audizione dei due testimoni, è stato aggiornato a febbraio per le discussioni delle parti. (na.co.)

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