Chieste due condanne per la tragedia a teatro

Raimonda Asole Marcialis era morta al Civico di Alghero nel 2017. Il pm: «Otto mesi ai due imputati»

SASSARI. Otto mesi di reclusione perché - nella loro posizione di garanzia - non osservarono alcune cautele che avrebbero potuto evitare la tragedia.

Ha puntato il dito sull’assenza del corrimano e dei punti luce “cortesia” sugli scalini del teatro Civico di Alghero, ieri mattina il pubblico ministero Enrica Angioni durante la requisitoria nel processo per la morte di Raimonda Asole Marcialis. La donna di 45 anni era morta dopo la caduta nelle scale del teatro dove aveva assistito a uno saggio di fine anno della scuola di danza della figlia che all’epoca aveva nove anni.

Per il pm i due imputati, il direttore della Fondazione Alghero, Paolo Sirena (difeso dall’avvocato Elias Vacca) e il tecnico di palcoscenico a cui la stessa Fondazione aveva affidato il servizio antincendio e di emergenza del teatro, Antonio Luciano Sisto (assistito dal legale Ivan Golme), avrebbero dovuto garantire la sicurezza degli spettatori il giorno in cui si verificò l’incidente.

Entrambi sono accusati di omicidio colposo. Dopo il pm ieri mattina, davanti al giudice Elena Meloni, ha preso la parola il difensore del direttore della Fondazione Alghero.

«A Paolo Sirena - ha detto l’avvocato Elias Vacca - non può essere imputato quello che accadde nel giugno del 2017, perché la gestione del teatro Civico di Alghero passò dal Comune alla Fondazione solo nel marzo del 2018. E se anche qualcuno della Fondazione dovesse rispondere della tragedia - ha aggiunto il difensore - dovrebbe a limite essere il presidente, non il direttore». Raimonda Asole Marcialis era morta in un giorno di festa per lei e per la sua famiglia. Tutti insieme erano andati al teatro per assistere al saggio di fine anno della scuola di danza. Lo spettacolo era appena finito e il pubblico stava uscendo dallo stabile quando la donna era caduta dalle scale e dopo tre giorni di coma in ospedale era morta.

«Non sono loro che dovrebbero rispondere dell’incidente - aveva detto in aula Giuseppe Irranca, il compagno di Raimonda riferendosi agli imputati - ho scelto di non costituirmi parte civile nel processo penale – aveva aggiunto l’uomo – perché credo che il responsabile della tragedia che ha colpito la nostra famiglia sia il proprietario del teatro e quindi il Comune di Alghero». Il processo prosegue a febbraio. (l.f.)

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