Divina Provvidenza, rischio fallimento
Istanza presentata dalla Sarda Chimica, è la seconda nel giro di meno di un mese
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SASSARI. Una nuova istanza di fallimento arriva a complicare ulteriormente la situazione alla Casa Divina Provvidenza, commissariata lo scorso giugno dalla Regione in un tentativo di salvataggio della storica istituzione cittadina.
Dopo quella presentata a novembre da Marco Cornaglia, 58 anni, dipendente della struttura di assistenza per anziani e protagonista di una lunga battaglia giudiziaria con l’amministrazione dell’ex ospizio, ad arrivare a giudizio ora è il ricorso presentato dalla Sarda Chimica di Antonio Manunta, tra i fornitori della struttura di piazza Sant’Agostino.
L’udienza è stata fissata dal tribunale civile per il prossimo 16 febbraio, con le parti che saranno sentite in contraddittorio ai fini dell’accertamento dei presupposti e delle condizioni per la dichiarazione di fallimento.
L’ennesimo tra i numerosi ostacoli che sta affrontando il commissario regionale Pino Ortu, incaricato di riportare in ordine i conti della Casa Divina Provvidenza.
Con la recente legge Omnibus, la Regione ha stanziato 600mila euro per l’istituto per anziani fondato oltre cent’anni fa da padre Manzella, e la stessa cifra la Regione si è impegnata ad erogare nel 2020 e nel 2023.
Il finanziamento messo a disposizione servirà però a rà a sanare soprattutto i debiti che i precedenti consigli di amministrazione hanno accumulato nei confronti dei lavoratori, alcuni dei quali hanno ottenuto il pignoramento delle rette, mentre altri continuano a ricevere acconti sullo stipendio. Di recente il commissario ha erogato a tutti i lavoratori una tranche di 700 euro.
Da capire ora come queste due istanze, e questi nuovi debiti, influiranno nel tentativo di risanamento in atto della storica struttura cittadina, che da anni naviga in pessime acque ma che continua comunque a erogare un fondamentale servizio per il territorio e per i suoi numerosi ospiti.
Dopo quella presentata a novembre da Marco Cornaglia, 58 anni, dipendente della struttura di assistenza per anziani e protagonista di una lunga battaglia giudiziaria con l’amministrazione dell’ex ospizio, ad arrivare a giudizio ora è il ricorso presentato dalla Sarda Chimica di Antonio Manunta, tra i fornitori della struttura di piazza Sant’Agostino.
L’udienza è stata fissata dal tribunale civile per il prossimo 16 febbraio, con le parti che saranno sentite in contraddittorio ai fini dell’accertamento dei presupposti e delle condizioni per la dichiarazione di fallimento.
L’ennesimo tra i numerosi ostacoli che sta affrontando il commissario regionale Pino Ortu, incaricato di riportare in ordine i conti della Casa Divina Provvidenza.
Con la recente legge Omnibus, la Regione ha stanziato 600mila euro per l’istituto per anziani fondato oltre cent’anni fa da padre Manzella, e la stessa cifra la Regione si è impegnata ad erogare nel 2020 e nel 2023.
Il finanziamento messo a disposizione servirà però a rà a sanare soprattutto i debiti che i precedenti consigli di amministrazione hanno accumulato nei confronti dei lavoratori, alcuni dei quali hanno ottenuto il pignoramento delle rette, mentre altri continuano a ricevere acconti sullo stipendio. Di recente il commissario ha erogato a tutti i lavoratori una tranche di 700 euro.
Da capire ora come queste due istanze, e questi nuovi debiti, influiranno nel tentativo di risanamento in atto della storica struttura cittadina, che da anni naviga in pessime acque ma che continua comunque a erogare un fondamentale servizio per il territorio e per i suoi numerosi ospiti.
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