Le dosi passavano di bocca in bocca
I venditori sputavano l’involucro e gli acquirenti lo nascondevano sotto la lingua
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SASSARI. L’ultimo problema degli spacciatori impegnati a smerciare cocaina ed eroina nei vicoli intorno alla chiesa di San Donato erano il covid e il pericolo per la salute.
Durante le indagini andate avanti dal novembre dello scorso anno al febbraio del 2021 - in piena emergenza pandemica - gli inquirenti hanno accertato che il metodo utilizzato per nascondere la droga rappresentava anche un pericolosissimo sistema di contagio. Lo stupefacente, già confezionato in dosi - hanno documentato gli investigatori della sezione operativa dei carabinieri - veniva nascosto all’interno della bocca degli spacciatori e poi sputato al tossicodipendente che lo acquistava. L’acquirente a sua volta, per paura di essere fermato con la droga in tasca dalle forze dell’ordine, lo nascondeva all’interno della propria bocca. I passaggi di droga e denaro sono stati documentati per mesi dalle telecamere nascoste dai carabinieri negli angoli strategici del centro storico.
Durante le indagini andate avanti dal novembre dello scorso anno al febbraio del 2021 - in piena emergenza pandemica - gli inquirenti hanno accertato che il metodo utilizzato per nascondere la droga rappresentava anche un pericolosissimo sistema di contagio. Lo stupefacente, già confezionato in dosi - hanno documentato gli investigatori della sezione operativa dei carabinieri - veniva nascosto all’interno della bocca degli spacciatori e poi sputato al tossicodipendente che lo acquistava. L’acquirente a sua volta, per paura di essere fermato con la droga in tasca dalle forze dell’ordine, lo nascondeva all’interno della propria bocca. I passaggi di droga e denaro sono stati documentati per mesi dalle telecamere nascoste dai carabinieri negli angoli strategici del centro storico.
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