Gli abitanti di San Donato «Ora non lasciateci soli»
di Luca Fiori
Dopo gli arresti di due giorni fa nel quartiere sembra tornata un po’ di serenità Stamattina i componenti della banda di pusher compariranno davanti al Gip
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SASSARI. «Non lasciateci soli, non spegnete le telecamere e continuate a combattere chi si era impossessato del nostro quartiere per i propri affari illeciti».
La parte onesta del rione di San Donato, quella che da anni convive con spacciatori e delinquenti, il giorno dopo il blitz dei carabinieri - il secondo in poco più di un mese - che ha portato all’applicazione di otto misure di custodia cautelare e sette arresti in flagranza, fa un appello alle forze dell’ordine e alla politica perché l’attenzione tra i vicoli della città vecchia resti alta.
«Il rischio - racconta uno degli abitanti che da anni denuncia il degrado del quartiere - è che tra qualche giorno chi è stato arrestato venga sostituito e che in via San Donato si continui a spacciare dalla mattina fino a notte fonda. Mi auguro che le telecamere installate dai carabinieri - aggiunge - non vengano spente e anzi spero vivamente che ne installino ancora in tutto il centro storico, solo così potremo riprendere a vivere sereni nel nostro quartiere».
Intanto dalle circa trecento pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice delle indagini preliminari Giuseppe Grotteria, emerge che l’organizzazione criminale che gestiva gran parte dello spaccio di eroina e cocaina al centro storico, era capeggiata da cittadini nigeriani, ma poteva contare sulla complicità e la manovalanza di alcuni personaggi della malavita locale. Ben sei delle diciannove persone iscritte nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Enrica Angioni sono infatti sassaresi, tutte vecchie conoscenze delle forze dell’ordine.
Per circa tre mesi, dal novembre del 2020 al febbraio di quest’anno, gli investigatori delle sezione operativa dei carabinieri, guidati dal maggiore Giuseppe Sepe, hanno tenuto sotto controllo i movimenti dei pusher.
Grazie alle numerose micro telecamere installate nel quartiere i militari dell’Arma hanno potuto documentare come Alex Happy, 27 anni, e Sunday Harrison di 26, entrambi nigeriani, fossero i pusher più attivi nell’incrocio tra via Lamarmora e via San Donato e in via San Cristoforo, la strettoia che conduce al piazzale della scuola elementare del quartiere e che ha dato il nome all’operazione dei carabinieri.
Stamattina i due arrestati e gli altri sei connazionali raggiunti dal divieto di dimora nella provincia di Sassari compariranno in tribunale davanti al gip per gli interrogatori di garanzia. Tutti gli indagati sono difesi dagli avvocati Francesco Sasso, Carlo Pinna Parpaglia, Paola Dessì e Sabrina Mura.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La parte onesta del rione di San Donato, quella che da anni convive con spacciatori e delinquenti, il giorno dopo il blitz dei carabinieri - il secondo in poco più di un mese - che ha portato all’applicazione di otto misure di custodia cautelare e sette arresti in flagranza, fa un appello alle forze dell’ordine e alla politica perché l’attenzione tra i vicoli della città vecchia resti alta.
«Il rischio - racconta uno degli abitanti che da anni denuncia il degrado del quartiere - è che tra qualche giorno chi è stato arrestato venga sostituito e che in via San Donato si continui a spacciare dalla mattina fino a notte fonda. Mi auguro che le telecamere installate dai carabinieri - aggiunge - non vengano spente e anzi spero vivamente che ne installino ancora in tutto il centro storico, solo così potremo riprendere a vivere sereni nel nostro quartiere».
Intanto dalle circa trecento pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice delle indagini preliminari Giuseppe Grotteria, emerge che l’organizzazione criminale che gestiva gran parte dello spaccio di eroina e cocaina al centro storico, era capeggiata da cittadini nigeriani, ma poteva contare sulla complicità e la manovalanza di alcuni personaggi della malavita locale. Ben sei delle diciannove persone iscritte nel registro degli indagati dal sostituto procuratore Enrica Angioni sono infatti sassaresi, tutte vecchie conoscenze delle forze dell’ordine.
Per circa tre mesi, dal novembre del 2020 al febbraio di quest’anno, gli investigatori delle sezione operativa dei carabinieri, guidati dal maggiore Giuseppe Sepe, hanno tenuto sotto controllo i movimenti dei pusher.
Grazie alle numerose micro telecamere installate nel quartiere i militari dell’Arma hanno potuto documentare come Alex Happy, 27 anni, e Sunday Harrison di 26, entrambi nigeriani, fossero i pusher più attivi nell’incrocio tra via Lamarmora e via San Donato e in via San Cristoforo, la strettoia che conduce al piazzale della scuola elementare del quartiere e che ha dato il nome all’operazione dei carabinieri.
Stamattina i due arrestati e gli altri sei connazionali raggiunti dal divieto di dimora nella provincia di Sassari compariranno in tribunale davanti al gip per gli interrogatori di garanzia. Tutti gli indagati sono difesi dagli avvocati Francesco Sasso, Carlo Pinna Parpaglia, Paola Dessì e Sabrina Mura.
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