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Sassari, «Avvocata si intasca i soldi della cliente algherese»

Luca Fiori
Sassari, «Avvocata si intasca i soldi della cliente algherese»

A processo una legale che avrebbe trattenuto per sé cinquemila euro destinati a una concessionaria di auto cittadina

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SASSARI. Qualche anno dopo aver acquistato una Fiat Cinquecento da una concessionaria cittadina si era ritrovata nelle condizioni di non poter proseguire a pagare le rate con puntualità e dopo qualche sollecito la società “Auto A” di Sassari aveva incaricato un legale di tentare il recupero del denaro rimanente con un decreto ingiuntivo.

Davanti a quella richiesta formale una 35enne residente ad Alghero si era rivolta a una legale del foro di Sassari, alla quale - temendo il rischio di un’esecuzione immobiliare - aveva consegnato in più tranche ravvicinate cinquemila euro per saldare il debito con la concessionaria e 700 euro per la parcella.

Ma di quel denaro - ha accertato la Procura della Repubblica di Sassari - nelle casse dell’Auto A non sarebbe finito neanche un centesimo. Per questo motivo il sostituto procuratore Enrica Angioni, titolare dell’inchiesta, ha contestato all’avvocatessa sassarese il reato di appropriazione indebita, mandando la professionista sul banco degli imputati. Il processo si è aperto i giorni scorsi davanti al giudice Elena Meloni.

In aula, nell’imbarazzante ruolo di testimone, è comparso l’avvocato che rappresenta la concessionaria automobilistica e che qualche anno fa aveva scoperto di essere stato tirato in ballo dalla collega finita a processo. Il castello - è emerso durante l’udienza - era crollato quando la cliente dell’Auto A si era recata insieme alla madre nella sede della società da cui aveva acquistato la Cinquecento per chiedere una copia della ricevuta del pagamento con cui era convinta di aver saldato il debito. E il debito effettivamente era stato pagato per intero, ma nelle mani sbagliate. La donna aveva chiesto un aiuto in famiglia e la madre per evitarle guai peggiori aveva consegnato all’avvocata della figlia prima 700 euro, per i quali le era stata anche rilasciata una ricevuta. E poi cinquemila, consegnati in contanti alla professionista in tre tranche nell’arco di un mese e mezzo. Tutto senza che venisse rilasciata alcuna fattura o ricevuta. E soprattutto senza che quel denaro venisse consegnato nelle mani dell’avvocato che rappresentava la concessionaria e che avrebbe dovuto fare da tramite.

Solo a quel punto la 35enne si era rivolta a un’altra legale e aveva presentato una querela contro l’avvocata a cui aveva affidato il denaro. Copia della querela era stata inviata anche al presidente del consiglio dell’Ordine forense di Sassari per eventuali provvedimenti nei confronti della professionista. In caso di condanna, se verranno accertate le sue responsabilità, l’avvocata potrebbe rischiare di essere radiata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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