La Nuova Sardegna

Sassari

Dai bambini vaccinati lezioni di coraggio

di Andrea Massidda
Dai bambini vaccinati lezioni di coraggio

Tra palloncini colorati, pennarelli e attestati da eroi a Rizzeddu in due giorni sono state inoculate le prime 650 dosi di siero

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SASSARI. Con i palloncini colorati appesi nei corridoi, i pennarelli e i fogli da disegno sparsi sulle scrivanie, il viavai di bambini presi per mano dai genitori e consegnati alle cure di persone che indossano il camice bianco, l’hub vaccinale pediatrico di Rizzeddu assomiglia più a una scuola elementare che a un presidio sanitario dove si fanno temutissime (ma in realtà assolutamente indolori) iniezioni al braccio. E, proprio come accade il giorno della primissima campanella, nei volti dei piccoli vaccinandi scorgi una moltitudine di emozioni: c’è chi ha lo sguardo determinato perché coglie in pieno l’importanza del momento, chi invece si atteggia giustamente a campione sventolando con orgoglio l’attestato di coraggio consegnato dopo l’inoculazione del siero, e naturalmente c’è anche chi è un po’ intimorito, ma si fida del papà e della mamma e soprattutto ha una voglia matta di sconfiggere il virus per ritornare a una vita normale. In ogni caso, a Sassari il weekend di immunizzazione dei cuccioli di età compresa tra i 5 e gli 11 anni è andato alla grande, persino ben oltre le aspettative, se è vero che le dosi da somministrare nei due giorni dovevano essere 500 ma alla fine sono state 650.

Un successo, dunque, come confermano molti genitori e gli stessi bambini all’uscita dell’ambulatorio. «Appena abbiamo saputo che c’era il placet delle istituzioni di controllo ci siamo subito prenotati – spiega la mamma di Leonardo, otto anni – e come immaginavamo non ci sono stati problemi». Le fa eco il figlio. «Tutto bene – dice con il candore tipico della sua età –, l’attestato di coraggio me lo appenderò in camera, ma in fondo non è che per fare il vaccino ci voglia davvero tanto tanto coraggio, soltanto un pochino: io non ho sentito niente. E poi sono felice perché più tardi per premiarmi mio zio mi porterà al cinema a vedere Spider Man».

Anche Veronica ha otto anni e anche lei è contenta di essersi vaccinata. «All’inizio ho avuto un po’ di paura dell’ago – ammette – ma poi ho scoperto che non si sente niente». E ancora: «Chi sono i “no vax”? Credo che siano quelli che non si vogliono vaccinare, forse perché sono un po’ così... strani». Alessandro di anni ne ha cinque e mezzo eppure, come spiega il padre, ha archiviato la pratica senza fare storie. Leonardo e Alice, fratellini di 9 e 7 anni, fanno i complimenti alle dottoresse: «Bravissime». Alice è in prima elementare ed è accompagnata dal papà farmacista, quindi con la sorella Alessandra si sono fidate ciecamente del consiglio paterno. Infine c’è Andrea, dodici anni, che taglia corto e ti spiazza: «Vaccinarsi? È eticamente giusto».

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