Sassari, assoluzione per il notaio Maniga

Quattro anni e 8 mesi di carcere all’imprenditore di Usini accusato di bancarotta con il professionista

SASSARI. Nel crac da cinque milioni di euro seguito al fallimento della “Mondelli Costruzioni”, la società che faceva capo al costruttore di Usini Pier Salvatore Mondelli, non ebbe nessuna responsabilità penale il notaio sassarese Gino Maniga.

Ieri mattina il collegio presieduto da Elena Meloni (a latere Valentina Nuvoli e Francesco De Giorgi) ha assolto il professionista dall’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta perché il fatto non sussiste e da tutti gli altri capi d’imputazione per vari reati finanziari (nonostante alcuni fossero già prescritti) per non aver commesso il fatto.


Condannato invece a quattro anni e otto mesi di reclusione per la bancarotta fraudolente proprio l’imprenditore Pier Salvatore Mondelli, difeso dagli avvocati Gian Marco Mura e Giuseppe Lepori. Due anni di carcere, con la sospensione condizionale della pena, sono stati inflitti invece all’ex moglie del costruttore, Adelina Cirillo (difesa dall’avvocato Salvo Fois) e alla madre di Mondelli Gerolama Padiglia (difesa dall’avvocato Alessandro Masala).

Assolte invece, perché il fatto non sussiste, anche una collaboratrice del notaio, Maria Rosaria Poddighe (difesa dall’avvocato Pier Giorgio Poddighe) e per non aver commesso il fatto la compagna del costruttore Stefania Serrra (anche lei difesa dall’avvocato Mura).

Per il notaio Maniga (difeso dagli avvocati Nicola Satta e Gianluigi Mastio) il pubblico ministero Ermanno Cattaneo un anno fa aveva chiesto la condanna a nove anni di reclusione, stessa pena sollecitata per Pier Salvatore Mondelli. La sentenza di ieri arriva a nove anni dall’inchiesta della guardia di finanza che nel 2012 interessò uno degli studi notarili più importanti e conosciuti del Nord Sardegna. L’indagine era partita dopo il fallimento della Mondelli Costruzioni, nel 2010. La società faceva capo al costruttore di Usini. Al crac da cinque milioni di euro, con presunta bancarotta fraudolenta – secondo l’accusa della Procura – avrebbe contribuito anche il notaio sassarese.

Tra la fine di aprile e i primi di maggio del 2013, su ordine del gip e della Procura di Sassari, le Fiamme gialle avevano messo sotto sequestro sei appartamenti realizzati da Mondelli sopraelevando un edificio in via Manzoni, ad Alghero. Gli immobili erano poi stati venduti a una società, la Ma.Vlast. Srl, che secondo gli inquirenti era riconducibile al notaio, nonostante la legge vieti ai professionisti di intraprendere attività commerciali.

«La verità è che il notaio Maniga – avevano spiegato i suoi difensori durante il processo – non era un amministratore di fatto, come sosteneva la Procura, ma un finanziatore. Che alla fine di tutta questa vicenda avrebbe perso pure una marea di soldi, oltre quattro milioni di euro».

Nessun reato di bancarotta fraudolenta, quindi, ci sarebbe stato a carico del notaio che avrebbe solo dato mandato alla società di Mondelli di costruire la propria villa a Monte Bianchinu. Ed ecco come si spiegherebbero i flussi di denaro. «Quelle somme ingenti - secondo i legali del notaio - servivano a dare liquidità all’imprenditore perché potesse portare a termine i lavori della villa».

Per i giudici le cose andarono proprio così. Le motivazioni della sentenza sono attese entro novanta giorni. «Le leggeremo con attenzione - annuncia il difensore di Mondelli, l’avvocato Giuseppe Lepori - e poi presenteremo ricorso in Appello».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

WsStaticBoxes WsStaticBoxes