«Il Nord Sardegna resiste grazie a edilizia e turismo»
di Andrea Massidda
La Camera di commercio presenta la sua analisi sull’economia del territorio
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SASSARI. Le imprese della provincia di Sassari – in tutta la sua attuale estensione, quindi compresa la Gallura – resistono con orgoglio alla crisi generata dalla pandemia. Al punto che con un tasso di crescita del + 0,54 per cento registrato nel terzo bimestre del 2021, fatte le dovute proporzioni quest’area molto vasta della Sardegna si piazza al primo posto nella classifica nazionale, accanto alla provincia di Milano, nientemeno. È il frutto di un saldo iscrizioni-cessazioni superiore a 300 attività dal quale emerge determinante la reazione avuta da settori come costruzioni, turismo e servizi, che hanno ripreso a lavorare con un certo slancio da aprile di quest’anno, in concomitanza con la fine delle restrizioni più dure. Numeri che a prima vista farebbero anche ben sperare, se non fosse che a rendere un po’ fosco il quadro lucente ci sia la depressione di alcuni comparti come ad esempio quelli dell’industria e del cosiddetto commercio di prossimità, ossia i negozi sotto casa. È insomma un’immagine in chiaroscuro quella che emerge dall’Analisi socio-economica territoriale della Camera di commercio di Sassari, presentata ieri mattina nella sede di via Roma: un rapporto molto dettagliato sulle dinamiche che hanno caratterizzato il Nord Sardegna dopo un anno e mezzo di Covid.
Sistema con gli anticorpi. «Questi dati – commenta il presidente della Camera di commercio di Sassari, Stefano Visconti – rappresentano il territorio, dimostrando una buona capacità di tenuta e sono importanti in termini, non solo di resilienza, come esprimono semplicemente i numeri, ma anche, ed è ciò che conta di più, di prospettiva. I margini di crescita ci sono – precisa – ma non dobbiamo dimenticare che è necessario tenere ancora anche in questo periodo che presenta numerose incognite per un sistema imprenditoriale che sta dimostrando di avere anticorpi importanti riuscendo a fronteggiare un passaggio complicato».
L’accelerazione. Francesco Piredda, analista della Camera di commercio di Sassari, è piuttosto chiaro: «A parte il sistema imprenditoriale dell’Oristanese, che conferma la stessa numerosità dell’inizio del 2021 – spiega – le altre realtà camerali sarde fanno registrare una variazione demografica di imprese nettamente positiva, con il Nord Sardegna che supera la crescita del 2 per cento dal 1° gennaio al 30 settembre 2021». Dal rapporto si evince anche che l’area di competenza della Camera di commercio di Sassari ospitava, a fine settembre 2021, il 32 per cento delle imprese attive regionali e che nel corso del 2021 si è registrata una forte accelerazione sia in termini di demografia di imprese che di contributo del territorio alla creazione di nuove attività imprenditoriali. Oltre la metà del saldo regionale tra le nuove iscrizioni e le imprese cancellate è generata nel Sassarese. A fine settembre 2021 nel Nord Sardegna le imprese attive erano 46.338 , in crescita di 504 unità da inizio anno (+1,10%) e di 207 rispetto a fine giugno (+0,45%).
Import-export. Le esportazioni del Nord Sardegna, nel periodo gennaio-settembre 2021, tornano nettamente sopra quota 140 milioni di euro. «Il dato – precisa l’analista Francesco Piredda – è leggermente inferiore a quello del 2019, ma nettamente superiore a quello del 2020, con un incremento del 30 per cento». Stando al rapporto, a trainare le vendite nei primi tre trimestri del 2021 sono stati principalmente i prodotti delle industrie lattiero-casearie (+47% rispetto al 2019. Buona la performance dei prodotti chimici di base, che tornano quasi perfettamente ai valori pre-pandemici, mentre purtroppo si conferma la contrazione dei prodotti di legno e sughero, crisi che caratterizza il settore da diversi anni e che va ben oltre l’influenza pandemica.
Sistema con gli anticorpi. «Questi dati – commenta il presidente della Camera di commercio di Sassari, Stefano Visconti – rappresentano il territorio, dimostrando una buona capacità di tenuta e sono importanti in termini, non solo di resilienza, come esprimono semplicemente i numeri, ma anche, ed è ciò che conta di più, di prospettiva. I margini di crescita ci sono – precisa – ma non dobbiamo dimenticare che è necessario tenere ancora anche in questo periodo che presenta numerose incognite per un sistema imprenditoriale che sta dimostrando di avere anticorpi importanti riuscendo a fronteggiare un passaggio complicato».
L’accelerazione. Francesco Piredda, analista della Camera di commercio di Sassari, è piuttosto chiaro: «A parte il sistema imprenditoriale dell’Oristanese, che conferma la stessa numerosità dell’inizio del 2021 – spiega – le altre realtà camerali sarde fanno registrare una variazione demografica di imprese nettamente positiva, con il Nord Sardegna che supera la crescita del 2 per cento dal 1° gennaio al 30 settembre 2021». Dal rapporto si evince anche che l’area di competenza della Camera di commercio di Sassari ospitava, a fine settembre 2021, il 32 per cento delle imprese attive regionali e che nel corso del 2021 si è registrata una forte accelerazione sia in termini di demografia di imprese che di contributo del territorio alla creazione di nuove attività imprenditoriali. Oltre la metà del saldo regionale tra le nuove iscrizioni e le imprese cancellate è generata nel Sassarese. A fine settembre 2021 nel Nord Sardegna le imprese attive erano 46.338 , in crescita di 504 unità da inizio anno (+1,10%) e di 207 rispetto a fine giugno (+0,45%).
Import-export. Le esportazioni del Nord Sardegna, nel periodo gennaio-settembre 2021, tornano nettamente sopra quota 140 milioni di euro. «Il dato – precisa l’analista Francesco Piredda – è leggermente inferiore a quello del 2019, ma nettamente superiore a quello del 2020, con un incremento del 30 per cento». Stando al rapporto, a trainare le vendite nei primi tre trimestri del 2021 sono stati principalmente i prodotti delle industrie lattiero-casearie (+47% rispetto al 2019. Buona la performance dei prodotti chimici di base, che tornano quasi perfettamente ai valori pre-pandemici, mentre purtroppo si conferma la contrazione dei prodotti di legno e sughero, crisi che caratterizza il settore da diversi anni e che va ben oltre l’influenza pandemica.
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