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Sassari

Nel presepe la storia della città dalle origini

Nel presepe la storia della città dalle origini

Inaugurata la rappresentazione della Natività realizzata da Pinuccio Sechi nella basilica di San Gavino

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PORTO TORRES. È stato inaugurato e benedetto dal parroco monsignor Salvatore Masia il presepe realizzato da Pinuccio Sechi nella basilica di San Gavino. «Un capolavoro», lo ha definito don Masia, rimarcando il messaggio cristiano di «un cammino verso Gesù e la capanna» insito nella grande opera dell’artista. L’ampio sfondo pittorico, per realizzare il quale è servito un mese e mezzo, dà colore alla rappresentazione stilizzata di Porto Torres, città aperta e centro del golfo dell’Asinara. Così vi sono tutti gli elementi caratterizzanti la città storica, dal rione di San Gavino abitato dagli agricoltori a quello della marina formato da portuali, pescatori e genti venute da oltremare, ed ancora il torrione dello scomparso stabilimento che lavorava la sansa a Monte Agellu, il ponte Romano con alle spalle i due torrioni della Ferromin, la torre aragonese, la chiesa della Consolata, le rovine romane, il porto, la spiaggia di Balai e le due chiesette di Balai vicino e lontano.

«Ho immaginato che Gesù nasca nella grotta dove nasce la cristianità di Porto Torres, nel punto del martirio e della sepoltura», spiega Pinuccio Sechi che evidenzia le dimensioni più significative della grotta, al centro del messaggio cristiano, collocata nei pressi di Balai Lontano, e la Basilica di San Gavino, simbolo della cristianità turritana: «Il presepe è un cammino, la grotta e la basilica sono secondo me i due punti più importanti per attribuire il giusto significato al Natale a Porto Torres».

Emanuele Fancellu

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