Sassari, prese il covid nel reparto: chiesta l’archiviazione
Luca Fiori
Un 80enne era morto a giugno del 2020 in ospedale dopo la caduta dal lettino. La Procura non ravvisa reati ma la famiglia vorrebbe un supplemento di indagini
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SASSARI. Dopo un calvario durato tre mesi, fatto di solitudine, covid e sofferenza fisica, il 21 giugno del 2020 l’anziano papà di due sorelle sassaresi era morto nel reparto Infettivi dell’ospedale di Sassari.
Era stata una delle tante storie tristi che avevano sconvolto la vita delle famiglie all’inizio della pandemia e costretto tanti pazienti a convivere con il virus e le varie patologie (e a volte anche a morire) lontano dai propri affetti.
La Procura della Repubblica aveva aperto immediatamente un’inchiesta per far luce sulle lesioni e poi sulla morte di Agostino Bachisio Francesco Fresu. Ora è arrivata la richiesta di archiviazione da parte del pm, che non ha ravvisato alcun reato, ma le figlie si sono opposte e chiedono un supplemento di indagine.
Il titolare della maxi inchiesta sulla gestione dell’emergenza covid nel Sassarese Paolo Piras, aveva affidato ai carabinieri del Nas l’incarico di sequestrare le cartelle cliniche di questo e di altre decine di casi.
Per qualcuno si è già arrivati a un processo, ma in questa circostanza la Procura non ha ravvisato responsabilità penali e i giorni scorsi ha chiesto l’archiviazione del fascicolo al giudice delle indagini preliminari.
Agostino Bachisio Francesco Fresu si era spento da solo a 80 anni in un letto di ospedale, ma ancora prima della sua morte i familiari avevano presentato una querela alla Procura per far luce su quello che accadde prima all’interno della Rsa “San Nicola” di Sassari e poi nel reparto Infettivi, dove l’uomo si era procurato una frattura al femore cadendo da letto. Dopo un anno e mezzo di indagini il titolare dell’inchiesta, che dopo la querela dei familiari aveva aperto un fascicolo per accertare se ci fossero state negligenze, non ha ravvisato alcuna responsabilità penale da parte dei medici e degli infermieri. L’uomo morì a causa di uno scompenso cardiaco - ha accertato il perito incaricato dalla Procura - e per altre gravi patologie, ma non per colpa del covid (contratto due volte in tre mesi) - è convinto il titolare dell’inchiesta - né per la frattura al femore.
Nella richiesta di archiviazione la Procura ha scritto che per la morte dell’anziano paziente fu ininfluente la «frattura del collo del femore procuratasi durante la degenza ospedaliera, superando le sponde del letto, in quanto a seguito della stessa si era ottenuta con corretta terapia conservativa una stabilizzazione del quadro generale che aveva consentito il rientro in Rsa». Nell’opposizione alla richiesta di archiviazione il difensore della famiglia, l’avvocato Maurizio Serra, sottolinea però che il perito nominato dalla Procura si sarebbe limitato a valutare la condotta dei medici successiva alla caduta del paziente e alla decisione di escludere il trattamento operatorio della frattura. Non sarebbero invece stati presi in considerazione - secondo il legale - gli altri due fatti di pregiudizio segnalati nella querela, ovvero il contagio covid e le lesioni da decubito. Per questo, secondo la famiglia di Agostino Bachisio Francesco Fresu, l’indagine dovrebbe proseguire per accertare se qualcuno avrebbe potuto evitare all’ottantenne quei tre mesi di sofferenza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Era stata una delle tante storie tristi che avevano sconvolto la vita delle famiglie all’inizio della pandemia e costretto tanti pazienti a convivere con il virus e le varie patologie (e a volte anche a morire) lontano dai propri affetti.
La Procura della Repubblica aveva aperto immediatamente un’inchiesta per far luce sulle lesioni e poi sulla morte di Agostino Bachisio Francesco Fresu. Ora è arrivata la richiesta di archiviazione da parte del pm, che non ha ravvisato alcun reato, ma le figlie si sono opposte e chiedono un supplemento di indagine.
Il titolare della maxi inchiesta sulla gestione dell’emergenza covid nel Sassarese Paolo Piras, aveva affidato ai carabinieri del Nas l’incarico di sequestrare le cartelle cliniche di questo e di altre decine di casi.
Per qualcuno si è già arrivati a un processo, ma in questa circostanza la Procura non ha ravvisato responsabilità penali e i giorni scorsi ha chiesto l’archiviazione del fascicolo al giudice delle indagini preliminari.
Agostino Bachisio Francesco Fresu si era spento da solo a 80 anni in un letto di ospedale, ma ancora prima della sua morte i familiari avevano presentato una querela alla Procura per far luce su quello che accadde prima all’interno della Rsa “San Nicola” di Sassari e poi nel reparto Infettivi, dove l’uomo si era procurato una frattura al femore cadendo da letto. Dopo un anno e mezzo di indagini il titolare dell’inchiesta, che dopo la querela dei familiari aveva aperto un fascicolo per accertare se ci fossero state negligenze, non ha ravvisato alcuna responsabilità penale da parte dei medici e degli infermieri. L’uomo morì a causa di uno scompenso cardiaco - ha accertato il perito incaricato dalla Procura - e per altre gravi patologie, ma non per colpa del covid (contratto due volte in tre mesi) - è convinto il titolare dell’inchiesta - né per la frattura al femore.
Nella richiesta di archiviazione la Procura ha scritto che per la morte dell’anziano paziente fu ininfluente la «frattura del collo del femore procuratasi durante la degenza ospedaliera, superando le sponde del letto, in quanto a seguito della stessa si era ottenuta con corretta terapia conservativa una stabilizzazione del quadro generale che aveva consentito il rientro in Rsa». Nell’opposizione alla richiesta di archiviazione il difensore della famiglia, l’avvocato Maurizio Serra, sottolinea però che il perito nominato dalla Procura si sarebbe limitato a valutare la condotta dei medici successiva alla caduta del paziente e alla decisione di escludere il trattamento operatorio della frattura. Non sarebbero invece stati presi in considerazione - secondo il legale - gli altri due fatti di pregiudizio segnalati nella querela, ovvero il contagio covid e le lesioni da decubito. Per questo, secondo la famiglia di Agostino Bachisio Francesco Fresu, l’indagine dovrebbe proseguire per accertare se qualcuno avrebbe potuto evitare all’ottantenne quei tre mesi di sofferenza.
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