In sala parto 73 positive ma per i bimbi niente virus

SASSARI. Da maggio 2020 è centro di riferimento quale punto nascita e reparto Covid per il centro nord della Sardegna. La Ginecologia e Ostetricia dell’Aou di Sassari ha vissuto da vera protagonista...

SASSARI. Da maggio 2020 è centro di riferimento quale punto nascita e reparto Covid per il centro nord della Sardegna. La Ginecologia e Ostetricia dell’Aou di Sassari ha vissuto da vera protagonista tutte le fasi della pandemia, con a disposizione un reparto dedicato Covid da sei posti letto e due sale operatorie. La nuova struttura era stata completata a febbraio 2020, allestita per garantire maggiore comfort alle partorienti, avrebbe dovuto affiancare il reparto ordinario. Lo scoppio della pandemia, a marzo dello stesso anno, la faceva diventare un reparto a sé e lo inseriva all’interno dei percorsi Covid dedicati alle donne positive che devono partorire. Il piccolo reparto Covid, in quasi due anni, ha ospitato 73 donne, la metà delle quali è risultata positiva al momento del parto, mentre l'altra metà si è negativizzata durante la gravidanza. «Il nostro reparto ha ospitato partorienti che provenivano da tutto il nord Sardegna – afferma il neo direttore della struttura complessa di Ginecologia e Ostetricia dell’Aou di Sassari, professor Giampiero Capobianco – e circa il 70 per cento erano asintomatiche mentre il restante 30 sintomatiche». Durante le fasi più critiche della pandemia, il professore ricorda che la struttura ha ospitato «tre pazienti con malattia severa grave – afferma –. A queste si aggiunge una donna con polmonite grave e trattata con Cpap. In questo caso, vista la gravità, la paziente era stata ricoverata in Pneumocovid e, in accordo con i colleghi della Pneumologia, ha partorito con taglio cesareo pretermine nelle sale operatorie della Stecca Bianca. «Nella nostra esperienza – spiega – tutti i bambini nati da mamme Covid positive sono sempre risultati negativi». La Ginecologia e Ostetricia, in accordo con la Neonatologia, Tin e Nido, ha poi avviato l’attività di rooming in anche per le neo mamme del reparto Covid. Così le donne hanno potuto tenere il piccolo in stanza, con l'attento supporto delle ostetriche. Una pratica che, oltre ad agevolare l’allattamento al seno, consente di sviluppare un forte legame mamma-bambino.

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