Sassari, Nanni Campus: «Cento milioni per rinascere»

Il sindaco elenca i fondi ottenuti: «Riqualificazione urbana, rischio idraulico, mobilità e tante incompiute sbloccate»

SASSARI. Cento milioni per Sassari. Questi i finanziamenti che la giunta guidata da Nanni Campus ha raccolto, e in parte messo a terra, nei primi due anni e mezzo di mandato. Non nasconde criticità (su tutte l’appalto rifiuti, ancora lontano dall’essere a punto a un anno dal suo inizio, ma anche la situazione drammatica delle strade cittadine) o problemi, gli stessi che hanno portato a un robusto taglio in maggioranza con l’uscita dei “cuccureddiani” di Sassari Civica, in parte sostituiti dai pentastellati di Maurilio Murru. E non risparmia le punzecchiature all’opposizione («oltre alla pandemia i problemi sono stati causati dalle condizioni in cui abbiamo trovato la città e il Comune, e dalle importanti correzioni che abbiamo dovuto fare su molti progetti già finanziati»). Ma più che altro il sindaco Nanni Campus preferisce dedicare il tempo del suo rapporto di metà mandato a un liberatorio elenco di cose fatte, conscio che alcuni degli interventi più importanti messi in cantiere non danno «una visibilità immediata e un ritorno elettorale» e che «come già peraltro è accaduto nel mio primo mandato, molte delle opere verranno inaugurate negli anni a venire, e altri proveranno a intestarsene il merito».

Ma «poco importa», soprattutto se sul tavolo si possono calare gli ultimi gioielli messi in cassaforte grazie ai fondi del Pnrr: i quasi 50 milioni in arrivo per centro storico (tra cui l’ex Turritania) e Latte Dolce grazie a Pinqua, e i 16 milioni freschi freschi per l’ex Colonia Campestre, ma anche i 5 milioni per la messa in sicurezza idraulica del Fosso della Noce, a cui di aggiungono gli altri 5 di fondi Ras per rio Calamasciu, rio Giuncheddu e il canale coperto di via Sorso e Sicilia.

I “grandi progetti” che sono la cifra dello stile Campus, che dall’inizio del mandato bis aveva chiarito che a quelli più di tutto mirava, che il primo cittadino tiene però a supportare con una «buona amministrazione che ha rimesso ordine, invertito tendenze consolidate e gravi, sbloccato incompiute ormai storiche, come il centro intermodale, salvato progetti disastrosi e votati al fallimento come quello dell’ampliamento del PalaSerradimigni, o addirittura dannosi come le norme tecniche attuative del Puc, il piano per le zone turistiche, il nuovo mercato completamente rifatti»

Poi il passaggio “politico”: «Durante questi due anni e mezzo la maggioranza uscita dalle urne è cambiata, alcuni consiglieri eletti in una lista collegata alla mia candidatura sono usciti dal progetto e sono stati messi fuori dalla maggioranza. Allontanati non solo da me, come sindaco, ma dall’assemblea di tutti gli altri consiglieri eletti con me, per assoluta incompatibilità dei loro comportamenti ed atteggiamenti politici con il resto della iniziale maggioranza. La favola metropolitana per cui la lista più votata, nel cui contesto sono nati i maggiori problemi, a parte giudiziose e lodevoli eccezioni, sia stata da me penalizzata, è assolutamente falsa e i numeri sono assolutamente chiarissimi per chi li vuole o li sa leggere. E comunque la governabilità della Città non ha risentito dell’allontanamento, deciso da tutta la maggioranza, di quei consiglieri che hanno scelto di differenziarsi dal progetto comune, perché con grande senso di responsabilità e senza alcuna richiesta in cambio, se non quella del mantenimento degli impegni che ci hanno accomunato durante la campagna elettorale, sono entrati a far parte della maggioranza gli eletti nella lista del Movimento 5 Stelle, Alla luce del sole, senza rinnegare niente né cambiare casacca. E il fatto che da qualche giorno la consigliera Laura Useri sia diventata assessore della Giunta comunale è solo un riconoscimento per il suo lavoro e le doti mostrate durante tutto il mandato».



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