«Campus ha tradito i suoi elettori»
Sassari Civica: «Chiedevamo maggior coinvolgimento e il sindaco ci ha cacciato»
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SASSARI. Delle quindici pagine di relazione di metà mandato una abbondante il sindaco Campus l’ha dedicata a “rifare i conti”dei voti presi da Sassari Civica (spiegando che in realtà la loro lista non è la più ma la meno votata del gruppo che lo ha sostenuto) e i motivi della loro “cacciata” dalla maggioranza.
Parole che hanno fatto saltare sulla sedia il gruppo, con il coordinatore cittadino Massimo Rizzu, che duro replica: «Campus parla di malafede, l’unico in malafede è lui, che ha tradito la chiara indicazione data dagli elettori: un progetto civico che prevedeva l’esclusione assoluta dei partiti nazionali. Tutti i sassaresi ricordano le chiare dichiarazioni di Campus in campagna elettorale, che urlava “mai più con i partiti nazionali”; per poi allearsi con il M5S. L’incompatibilità politica è nata all’indomani della vittoria, difatti nella prima riunione di maggioranza, a Consiglio non ancora insediato, affermò che se non avessimo fatto ciò che lui voleva, ovvero il gruppo unico, saremmo andati tutti a casa. Insomma, un inizio consiliatura con la prima minaccia di dimissioni. Minacce politiche che, ricordo, hanno proseguito per mesi e mesi, utilizzate in ogni occasione in cui si tentava di sviluppare un dibattito».
«Chi si è sottratto al confronto – prosegue Rizzu – non è certamente il gruppo che rappresento a livello cittadino, anzi abbiamo tentato diverse interlocuzioni e avanzato richieste di maggior coinvolgimento di tutta la maggioranza. Ed è evidente che la nostra esclusione è stata dettata dal timore che eravamo e siamo l’unico gruppo strutturato a livello locale e regionale, seppur con una connotazione certamente civica. Altrettanto doveroso è rimarcare che non è assolutamente vero che gli altri consiglieri di maggioranza hanno deciso di allontanarci, tanti colleghi mi hanno riferito che è stata una scelta assunta dal solo sindaco». «Sono stati disattesi – rimarca Rizzu – tutti gli accordi assunti in campagna elettorale tra cui il servizio di stazioni mobili dislocate in più punti della città e che dovevano essere utili ai cittadini per espletare servizi comunali e pratiche amministrative; e ancora la tanto decantata riduzione dei costi dei parcheggi di superficie e la predisposizione di navette che collegassero i parcheggi periferici alla città. Sollecito che, purtroppo, non è mai stato recepito dal sindaco». Sulla stessa linea Peppino Palopoli, che dice: «Non sono mai uscito dalla coalizione proposta agli elettori e che poi è diventata maggioranza. Se risulto scomodo non è un problema mio gli unici problemi di cui mi occupo sono quelli che mi sottopongono le persone che si rivolgono continuamente a me».
Parole che hanno fatto saltare sulla sedia il gruppo, con il coordinatore cittadino Massimo Rizzu, che duro replica: «Campus parla di malafede, l’unico in malafede è lui, che ha tradito la chiara indicazione data dagli elettori: un progetto civico che prevedeva l’esclusione assoluta dei partiti nazionali. Tutti i sassaresi ricordano le chiare dichiarazioni di Campus in campagna elettorale, che urlava “mai più con i partiti nazionali”; per poi allearsi con il M5S. L’incompatibilità politica è nata all’indomani della vittoria, difatti nella prima riunione di maggioranza, a Consiglio non ancora insediato, affermò che se non avessimo fatto ciò che lui voleva, ovvero il gruppo unico, saremmo andati tutti a casa. Insomma, un inizio consiliatura con la prima minaccia di dimissioni. Minacce politiche che, ricordo, hanno proseguito per mesi e mesi, utilizzate in ogni occasione in cui si tentava di sviluppare un dibattito».
«Chi si è sottratto al confronto – prosegue Rizzu – non è certamente il gruppo che rappresento a livello cittadino, anzi abbiamo tentato diverse interlocuzioni e avanzato richieste di maggior coinvolgimento di tutta la maggioranza. Ed è evidente che la nostra esclusione è stata dettata dal timore che eravamo e siamo l’unico gruppo strutturato a livello locale e regionale, seppur con una connotazione certamente civica. Altrettanto doveroso è rimarcare che non è assolutamente vero che gli altri consiglieri di maggioranza hanno deciso di allontanarci, tanti colleghi mi hanno riferito che è stata una scelta assunta dal solo sindaco». «Sono stati disattesi – rimarca Rizzu – tutti gli accordi assunti in campagna elettorale tra cui il servizio di stazioni mobili dislocate in più punti della città e che dovevano essere utili ai cittadini per espletare servizi comunali e pratiche amministrative; e ancora la tanto decantata riduzione dei costi dei parcheggi di superficie e la predisposizione di navette che collegassero i parcheggi periferici alla città. Sollecito che, purtroppo, non è mai stato recepito dal sindaco». Sulla stessa linea Peppino Palopoli, che dice: «Non sono mai uscito dalla coalizione proposta agli elettori e che poi è diventata maggioranza. Se risulto scomodo non è un problema mio gli unici problemi di cui mi occupo sono quelli che mi sottopongono le persone che si rivolgono continuamente a me».
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