I sindacati: «Sanità, ora riprenda il dialogo»

Cgil-Cisl e Uil: «Apriamo un tavolo sulle criticità sempre più drammatiche» I problemi: «Organizzazione del lavoro, precariato e strutture territoriali»

SASSARI. ll lavoro e la sua organizzazione, con l’obiettivo di un sempre più rilevante innalzamento della qualità e della quantità dell’assistenza, in termini di offerta delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie. E il riconoscimento degli sforzi enormi e dei sacrifici messi in campo da tutti gli operatori in questi due terribili anni di pandemia. Riconoscimenti che, al di là degli auspicabili miglioramenti derivanti dalla prossima sottoscrizione del nuovo Ccnl, possono e devono avere anche tangibili segnali a livello locale, con la stabilizzazione dei lavoratori precari, sia nella forma “classica” che in quella straordinaria per i lavoratori assunti in emergenza Covid.

Questi gli elementi di «forte criticità» su cui Cgil, Cisl e Uil della funzione pubblica di Sassari chiedono una immediata riapertura di dialogo conseguente alla nomina dei neo direttori generali «Per avviare un vero e fattivo confronto, attraverso un cronoprogramma di incontri, per rimettere sul tavolo tutta una serie di argomenti di interesse sindacale e non solo».

«Pur comprendendo il difficile momento che stiamo attraversando – sottolineano Toto Terrosu e Antonio Canalis per la Fp Cgil, Antonio Monni della Cisl Fp e Gianmario Sardu e Augusto Ogana della Uil Fpl– a nostro avviso, è necessario che il dibattito riprenda elementi di forte criticità sui quali, il lungo periodo di commissariamento non ci ha consentito di trovare le giuste soluzioni» Su questi temi cercheremo di intavolare la discussione, esercitando le dovute pressioni affinché la sanità ospedaliera e soprattutto quella territoriale, coesistano ed operino in modalità integrata, in una prospettiva dove i bisogni di salute trovino le giuste risposte in ordine alla tipologia e complessità di cura«.

«Più territorio e meno ospedale deve essere la parola d’ordine– continuano – bisogna pertanto lavorare per riaprire le strutture chiuse (esempio Ittiri), potenziare quelle esistenti e completare i progetti di quelle di nuova istituzione e a questo proposito non possiamo non richiamare la tanto attesa realizzazione dell’Hospice all’ “SGB” di Ploaghe. Così come massima attenzione deve essere data ai presidi ospedalieri di Alghero ed Ozieri. Più stabilità e meno precariato, è un ulteriore obiettivo di questo sindacato, rispetto al quale da sempre ci battiamo affinché le selezioni per titoli e i concorsi devono ritornare ad essere le normali procedure di reclutamento. Serve pertanto un cambio di rotta, facendo leva sulle relazioni sindacali attraverso il confronto con chi rappresenta il lavoro e le professioni, non c’è più tempo da perdere».

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