La Nuova Sardegna

Sassari

Bike sharing in stop da un anno

di Barbara Mastino
Bike sharing in stop da un anno

A Ozieri il servizio non è ancora decollato perché non si è chiuso il contratto di manutenzione delle bici

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OZIERI. A quasi un anno di distanza dall’installazione delle postazioni nelle piazze Garibaldi e XXV Aprile (San Nicola), non è ancora entrato in funzione a Ozieri il servizio di bike sharing con biciclette elettriche a pedalata assistita, finanziato da fondi governativi per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile. Inizialmente il ritardo era stato motivato dal maltempo, che aveva fatto decidere per un rinvio della partenza del servizio prima di qualche giorno e poi alla successiva primavera; in seguito era saltato fuori che non si era riusciti a chiudere un contratto di manutenzione delle biciclette elettriche che consentisse di operare in tranquillità e sicurezza.

A oggi questo problema non pare ancora risolto, e nel frattempo le biciclette elettriche, che non sono mai state posizionate negli stalli per evitare che si rovinassero inutilmente, sono ancora parcheggiate in un magazzino in attesa di entrare in servizio. E nel frattempo le postazioni restano sotto le intemperie, e queste sì invece rischiano di subire danni a causa del maltempo oppure – circostanza per fortuna sino a questo momento scongiurata – per atti di vandalismo.

Sono 90 mila euro spesi per niente? Al momento sì, sebbene le attese fossero altissime intorno a questa iniziativa senza dubbio qualificante per una piccola cittadina come Ozieri. Aspettative della cittadinanza – soprattutto perché il servizio è nato inizialmente per collegare il centro cittadino al rione di San Nicola e verrebbe utilizzato soprattutto dai ragazzi – ma anche, per esempio, dell’associazione sportiva Sardegna Sport & Natura, che aveva salutato positivamente l’iniziativa definendola «un servizio che potrà essere da stimolo per chi è sedentario o per chi preferisce una mobilità più verde e sostenibile» e dicendosi sicura che il bike sharing «potrebbe rappresentare anche un’occasione di promozione del nostro territorio a fini turistici». In questa ottica, l’Asd si era messa a disposizione del Comune per risolvere alcuni inconvenienti nella gestione che essa stessa aveva riscontrato, «problemi pratici non previsti» che in alcune città avevano fatto fallire analoghe iniziative. La prima falla riscontrata era proprio quella della manutenzione, che come detto è il problema principale che ha causato la mancata attivazione del servizio, ma la Asd aveva segnalato anche la necessità di prevedere un sistema di sorveglianza delle ciclo-stazioni (che comunque già esiste, essendo le colonnine in entrambe le postazioni poste a portata delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle due piazze). Altro punto “critico” secondo la Asd era l’appetibilità del servizio, da risolvere aumentando le postazioni (l’ospedale, le scuole, il boschetto di Punta Idda, il campo sportivo di San Nicola, il museo, la grotta San Michele), realizzando una pista ciclabile, o meglio ciclopedonale, tra Ozieri e San Nicola, e creando percorsi dedicati nel centro storico e non solo. Tutte questioni rimaste in sospeso, ma l’auspicio è che con il miglioramento delle condizioni meteo - e l’attenuarsi della pandemia - l’amministrazione comunale riprenda in mano anche questo fascicolo.

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