Pestaggio al bar di Olmedo il pm chiede due condanne

Due giovani del paese accusati di lesioni e minacce nei confronti di un 52enne Uno degli imputati si difende: fu lui ad aggredirci per primo. Sentenza a febbraio

SASSARI. A gennaio del 2015 avrebbero minacciato e picchiato con calci e pugni un 52enne all’interno di un bar di Olmedo. In seguito a quell’episodio tre giovani tra i 25 e i 27 anni erano finiti nei guai: due erano stati rinviati a giudizio per lesioni e minacce mentre per il terzo (Lorenzo Casu) era stata accolta in udienza preliminare la richiesta di messa alla prova avanzata dal difensore, il giovane aveva anche risarcito la persona offesa.

Ieri mattina, davanti al giudice Mauro Pusceddu, hanno discusso il pubblico ministero Antonio Pala, gli avvocati degli imputati e il legale di parte civile Romina Caula. Il pm ha chiesto per Adriano Caserta (assistito da Bastianino Ventura) la condanna a un anno e tre mesi e per Alessio Masia (difeso da Patrizia Marcori) la condanna a dieci mesi. Il giudice ha rinviato ai primi di febbraio per eventuali repliche e per la sentenza.

I fatti risalgono a sette anni fa. Era circa l’una del mattino quando – stando alla denuncia presentata all’epoca dalla vittima, Giuseppe Casu, nella caserma dei carabinieri – l’uomo avrebbe avuto inizialmente una discussione verbale con i tre imputati, poi degenerata in una colluttazione dove ad avere la peggio era stato proprio il 52enne che aveva riportato diverse lesioni alla testa (in seguito ai pugni presi) e fratture (gli era stato lanciato addosso un oggetto pesante).

A documentare la sequenza dell’aggressione si erano rivelati fondamentali – oltre alle testimonianze di alcune persone presenti dentro il locale – le registrazioni del sistema di videosorveglianza del bar. I carabinieri attraverso i filmati avevano ricostruito la dinamica. E avevano anche accertato che solo Caserta e Casu avevano «ingaggiato un contatto fisico» con la vittima, mentre Masia era rimasto in una posizione più defilata. Il 52enne aveva ricevuto una provocazione ed era stato invitato a uscire in direzione dei tre giovani e dopo uno scambio di parole pesanti l’uomo – scriveva la Procura – «veniva sopraffatto dai due ragazzi (Casu e Masia ndc) per poi riuscire a sottrarsi e dirigersi verso il banco del bar e quindi verso i vicini bagni dove prenderà atto delle lesioni riportate durante l’ aggressione».

La vittima aveva sporto una seconda denuncia perché la sera successiva era stato minacciato da Casu mentre usciva da casa di amici. Agus, in preda al panico, era stato costretto a scappare in auto e in quell’occasione aveva anche avuto un incidente stradale.

Nell’udienza di ieri è stato sentito Caserta che, respingendo le accuse, ha spiegato che quel giorno di gennaio era stata la persona offesa ad aggredire per prima lui e i suoi amici. Mentre l’avvocato Marcori, difensore di Masia (che ha fatto recapitare al giudice una lettera nella quale spiegava di non poter essere presente in udienza perché sta lavorando in Inghilterra) ha ribadito che, sia dai video esaminati dai carabinieri che dalle dichiarazioni della barista, è emerso che il suo assistito non partecipò al pestaggio. Il legale di parte civile si è associato alle richieste del pm.

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