La Nuova Sardegna

Sassari

Regolamento municipalità la Nurra sulle barricate

di Giovanni Bua
Regolamento municipalità la Nurra sulle barricate

Il Consiglio delle borgate rigetta il documento approvato a Palazzo Ducale «Volevamo l’autonomia finanziaria, ci hanno dato una scatola vuota»

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SASSARI. Una municipalità senza portafoglio. Per questo motivo, sentendosi sminuito nelle sue funzioni, il consiglio della municipalità della Nurra ha rigettato il regolamento approvato - non senza difficoltà dopo il passaggio in commissione - dal consiglio comunale di Sassari, della quale le borgate della Nurra fanno parte. «La nostra è una delle municipalità più grandi d’Italia per estensione territoriale – premette il presidente della municipalità della Nurra Alessandro Colombino – proprio per questo motivo abbiamo bisogno dell’ampliamento delle funzioni delegate in particolare in materia di manutenzioni ordinarie del patrimonio comunale, strade in primis, e dell’ambiente».

La delusione tra i consiglieri della municipalità è palpabile, tanto da spingere la vicepresidente Rita Angheleddu a definire il regolamento «una scatola vuota». «Quello che chiedevamo e continuiamo a chiedere è un’autonomia finanziaria e gestionale simile a quella concessa alla municipalità di Pirri – spiega Alessandro Colombino – non avendo risorse non possiamo programmare alcunché. Noi non vogliamo assolutamente sostituirci all’amministrazione comunale, ma soltanto snellire il lavoro. Dal centro cittadino molte problematiche delle borgate non si vedono o non si vivono allo stesso modo dei residenti. Ecco perché i rappresentanti eletti dai 4000 residenti delle nove borgate si sentono sminuiti nelle loro funzioni».

Il regolamento relativo alle sue funzioni attribuzioni e il funzionamento dei suoi organi della Municipalità della Nurra, che rappresenta le frazioni di Tottubella, La Pedraia, La Corte, Campanedda, Palmadula, Biancareddu, Canaglia, Baratz e Argentiera, ed è entrata in funzione con il rinnovo del consiglio comunale del luglio 2019, è stato approvato dal consiglio comunale il 16 dicembre.

Un atto storico dunque, che però è stato approvato a stretta maggioranza e dopo un furente confronto in aula, con le opposizioni schierate (con qualche defezione all’ultimo minuto) nell’appoggiare un emendamento che cambiasse la natura del regolamento approvato, in particolare nella parte in cui decide di non attribuire risorse proprie alla Municipalità per tutta una serie di materie di sua stretta competenza (dalle piccole manutenzioni, alla cura del verde) ma di lasciare in capo a Palazzo Ducale la decisione ultima sui progetti, con conseguente finanziamento delle opere. Per le minoranze una «decisione gattopardesca, che cambia per non cambiare nulla». E soprattutto: «Un tradimento alle richieste fatte dalla stessa Municipalità, che nell’emendamento sono riproposte». Per il sindaco Campus: «Un modo serio di fare politica, con decisioni vagliate dal punto di vista tecnico per essere realmente attuabili e dare alla Municipalità quel quadro giuridico che non aveva».



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