Sassari, prigionieri in casa perché l’ascensore è guasto

Da settembre disagi per otto famiglie con anziani e invalidi in una palazzina Area di piazza Perosi

SASSARI. Ascensore «fuori servizio per attività di manutenzione. L’impianto sarà di nuovo in servizio nel più breve tempo possibile». Era il settembre del 2021 quando l’avviso è comparso in una palazzina condominiale di quattro piani al numero 5 di piazza Lorenzo Perosi, nel complesso di edilizia popolare sorto 45 anni fa a Santa Maria di Pisa. «Il più breve tempo possibile» non è evidentemente arrivato se da quattro mesi gli inquilini non hanno ancora visto ripartire l’ascensore. Fretta ingiustificata? Per niente.

Nel palazzo vivono otto famiglie, in cui è alta la percentuale di anziani, con un’età che va dai 70 ai 97 anni, ci sono tre invalidi civili, di cui due soffrono di patologie cardiache. E chi ha altri problemi di salute – una persona ha subito un intervento di protesi all’anca e precedentemente si era fratturata un femore con strascichi che non ha risolto – oppure è più avanti con gli anni, manco a farlo apposta, abita negli appartamenti agli ultimi piani. Non è che gli inquilini vogliano piangersi addosso e lamentarsi della cattiva sorte, però quell’ascensore fermo da quattro mesi sembra davvero un accanimento nei confronti della loro fragilità.

Da settembre, quindi, accade che i residenti della palazzina siano stati costretti a diradare le uscite, quando non annullarle del tutto. Insomma, si ritrovano prigionieri, loro malgrado, tra quattro mura.

La palazzina è di proprietà di Area, l’ex Iacp, che in quanto a manutenzioni non ha mai brillato e, visti i scarsi interventi eseguiti negli anni sul suo patrimonio immobiliare, ora se lo ritrova degradato e con mille grane da risolvere. E anche sena fondi per poter intervenire su tutte le centinaia di situazioni che lo richiederebbero. Quello degli ascensori non funzionanti è uno dei disagi che gli inquilini devono affrontare più spesso, insieme con infiltrazioni di acqua, cedimenti e via elencando. Ma salire e scendere le scale se hai problemi di salute e mobilità e nemmeno le forze per trasportare pacchi e spesa, provviste d’acqua ed altro, diventa un’impresa pari allo scalare l’Himalaya.

L’ascensore che ha chiuso in casa i residenti, dopo decenni di attività, non è più in grado di assolvere al suo compito. I controlli hanno evidenziato che le funi devono essere sostituite, occorre cambiare il motore e il quadro elettrico e bisogna anche eseguire lavori nella sala macchine dove ci sono state infiltrazioni di acqua piovana. Continuare ad utilizzarlo era davvero diventato impossibile perché sarebbe stato pericoloso. Area, a quanto raccontano gli inquilini, avrebbe già il preventivo dell’ascensorista. Agli occupanti degli appartamenti è stato detto che dovranno contribuire per una parte delle opere da eseguire. Ma non è questo il problema.

Quello che preme alle famiglie, infatti, è che non occorrano tempi biblici per rimettere in funzione l’ascensore e toglierli così dalla prigionia in cui si sono ritrovati i più anziani e in cattiva salute. (p.f.)

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