Garante, i capigruppo scelgono i tre candidati
Questa mattina la riunione a Palazzo Ducale per esaminare le nove proposte Giovedì il consiglio deciderà chi sostituirà Antonello Unida al carcere di Bancali
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SASSARI. La vacatio della carica di garante dei diritti delle persone private della libertà personale si sta per concludere.
Questa mattina la conferenza dei capigruppo, convocata dal presidente del consiglio comunale Maurilio Murru alle 12, esaminerà le nove candidature, cinque donne e quattro uomini, che hanno risposto all’avviso seguente alla revoca di fine dicembre di Antonello Unida, “licenziato” dal consiglio comunale dopo la bufera mediatica scatenata da alcuni video postati sulla sua vetrina social, nel quale ribadiva le sue teorie sulla lotta al covid attraverso la vita sana e riservata, e proclamava fiero la sua scelta “no vax” e anti green pass.
Il fascicolo, che dallo scorso lunedì è nelle mani dei rappresentanti dei gruppi consiliari e del sindaco Nanni Campus, sarà discusso, e alla fine dei lavori si cercherà di arrivare a una terna di nomi, che sarà presentata in consiglio comunale, che, sempre oggi, sarà convocato per giovedì pomeriggio. A quel punto sarà l’aula a scegliere il successore di Unida.
Secondo il regolamento comunale le tre persone selezionate dovranno essere «di indiscusso prestigio e di notoria fama nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, delle attività sociali negli istituti di prevenzione e pena e nei centri di servizio sociale».
In via del tutto teorica potrebbe succedere anche che i capigruppo non ritengano nessuna delle candidature idonee, o che decidano di portarne in aula solo due, o che addirittura convergano su un unico nome, e si limitino a presentarlo in consiglio per la “validazione”. Ma, teoria a parte, c’è da attendersi che i nomi selezionati siano tre, e sicuramente è difficile pensare che ci sia convergenza di scelte tra maggioranza e opposizioni.
La rimozione di Unida infatti ha provocato dure reazioni, soprattutto da parte del centrosinistra, che ha abbandonato l’aula al momento del voto (secretato, come la seduta che si è tenuta a porte chiuse) accusando il sindaco di avere nominato un personaggio «che da anni ci aveva abituato a colorite performance, gettando nel ridicolo un’intera comunità, oltre che mortificando un istituto cosi delicato com’è quello dell’ufficio del garante dei diritti dei detenuti».
Difficile quindi che i rappresentanti di Pd, Italia in Comune e Futuro Comune vogliano avere un ruolo nella partita della nomina, a meno che sul tavolo non arrivi un nome di indiscutibile prestigio.
Nomi sui quali, come è giusto, il riserbo è massimo, con il mistero che sarà però sciolto tra poche ore.
Antonello Unida, revocato a dicembre con 17 voti sui 18 presenti era stato eletto il 6 novembre 2019 con 25 voti su 31 e alla prima votazione, gli altri due candidati per il ruolo erano Tiziana Satta e Francesco Mariano Dore. In quel caso le candidature arrivate erano solamente tre. (g.bua)
Questa mattina la conferenza dei capigruppo, convocata dal presidente del consiglio comunale Maurilio Murru alle 12, esaminerà le nove candidature, cinque donne e quattro uomini, che hanno risposto all’avviso seguente alla revoca di fine dicembre di Antonello Unida, “licenziato” dal consiglio comunale dopo la bufera mediatica scatenata da alcuni video postati sulla sua vetrina social, nel quale ribadiva le sue teorie sulla lotta al covid attraverso la vita sana e riservata, e proclamava fiero la sua scelta “no vax” e anti green pass.
Il fascicolo, che dallo scorso lunedì è nelle mani dei rappresentanti dei gruppi consiliari e del sindaco Nanni Campus, sarà discusso, e alla fine dei lavori si cercherà di arrivare a una terna di nomi, che sarà presentata in consiglio comunale, che, sempre oggi, sarà convocato per giovedì pomeriggio. A quel punto sarà l’aula a scegliere il successore di Unida.
Secondo il regolamento comunale le tre persone selezionate dovranno essere «di indiscusso prestigio e di notoria fama nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, delle attività sociali negli istituti di prevenzione e pena e nei centri di servizio sociale».
In via del tutto teorica potrebbe succedere anche che i capigruppo non ritengano nessuna delle candidature idonee, o che decidano di portarne in aula solo due, o che addirittura convergano su un unico nome, e si limitino a presentarlo in consiglio per la “validazione”. Ma, teoria a parte, c’è da attendersi che i nomi selezionati siano tre, e sicuramente è difficile pensare che ci sia convergenza di scelte tra maggioranza e opposizioni.
La rimozione di Unida infatti ha provocato dure reazioni, soprattutto da parte del centrosinistra, che ha abbandonato l’aula al momento del voto (secretato, come la seduta che si è tenuta a porte chiuse) accusando il sindaco di avere nominato un personaggio «che da anni ci aveva abituato a colorite performance, gettando nel ridicolo un’intera comunità, oltre che mortificando un istituto cosi delicato com’è quello dell’ufficio del garante dei diritti dei detenuti».
Difficile quindi che i rappresentanti di Pd, Italia in Comune e Futuro Comune vogliano avere un ruolo nella partita della nomina, a meno che sul tavolo non arrivi un nome di indiscutibile prestigio.
Nomi sui quali, come è giusto, il riserbo è massimo, con il mistero che sarà però sciolto tra poche ore.
Antonello Unida, revocato a dicembre con 17 voti sui 18 presenti era stato eletto il 6 novembre 2019 con 25 voti su 31 e alla prima votazione, gli altri due candidati per il ruolo erano Tiziana Satta e Francesco Mariano Dore. In quel caso le candidature arrivate erano solamente tre. (g.bua)
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