Offese e insulti sul web contro Eugenio Zoffili: a giudizio un 27enne
SASSARI. Comparirà davanti al giudice Mauro Pusceddu il prossimo maggio per rispondere del reato di diffamazione aggravata nei confronti dell’ex coordinatore della Lega Sardegna Eugenio Zoffili. Ieri...
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SASSARI. Comparirà davanti al giudice Mauro Pusceddu il prossimo maggio per rispondere del reato di diffamazione aggravata nei confronti dell’ex coordinatore della Lega Sardegna Eugenio Zoffili. Ieri mattina il gup Gian Paolo Piana ha rinviato a giudizio il 27enne di Porto Torres accusato di aver offeso Zoffili sui social in occasione di una manifestazione in programma a Cagliari.
Tra le frasi incriminate una in particolare: «Sacco di mer.., lontano devi stare (...) La memoria l’abbiamo lunga e spero un giorno di potervi riempire di piombo dal primo all’ultimo». Così il giovane si era espresso a maggio di due anni fa in un post pubblicato sulla bacheca facebook di Eugenio Zoffili, all’epoca coordinatore regionale della Lega Sardegna. E per quelle frasi finirà a processo a maggio. L’imputato aveva scritto il commento come risposta all’inserimento (da parte di Zoffili) della comunicazione relativa a una manifestazione organizzata dalla Lega a Cagliari e che si sarebbe tenuta il mese successivo.
Zoffili, in quell’occasione, sentendosi insultato e offeso, aveva presentato una denuncia per diffamazione e al termine delle indagini preliminari il pubblico ministero Mario Leo aveva chiesto l’archiviazione del procedimento.
Ma Zoffili, attraverso i suoi legali Salvatore Porcu e Claudia Eccher, si era opposto alla richiesta di archiviazione. Il pm Leo, sostanzialmente, aveva ritenuto la condotta dell’indagato scriminata dal diritto di critica politica e aveva reputato la minaccia “generica e poco credibile”. Di parere opposto l’ex coordinatore della Lega Sardegna secondo il quale le espressioni utilizzate da 27enne non avrebbero rispettato il limite della continenza espressiva e della correttezza del linguaggio. Oltretutto il contenuto minatorio del post, che evocava il ricorso alla lotta armata per eliminare l’avversario politico, non poteva essere ricondotto a un fenomeno “da tastiera”. Il gip Carmela Rita Serra, condividendo e accogliendo le argomentazioni contenute nell’opposizione presentata dai difensori di Zoffili – e ritenendo le espressioni dell’imputato «gratuitamente offensive della dignità di Zoffili senza necessità né giustificazione» – aveva ordinato al pm di formulare l’imputazione. (na.co.)
Tra le frasi incriminate una in particolare: «Sacco di mer.., lontano devi stare (...) La memoria l’abbiamo lunga e spero un giorno di potervi riempire di piombo dal primo all’ultimo». Così il giovane si era espresso a maggio di due anni fa in un post pubblicato sulla bacheca facebook di Eugenio Zoffili, all’epoca coordinatore regionale della Lega Sardegna. E per quelle frasi finirà a processo a maggio. L’imputato aveva scritto il commento come risposta all’inserimento (da parte di Zoffili) della comunicazione relativa a una manifestazione organizzata dalla Lega a Cagliari e che si sarebbe tenuta il mese successivo.
Zoffili, in quell’occasione, sentendosi insultato e offeso, aveva presentato una denuncia per diffamazione e al termine delle indagini preliminari il pubblico ministero Mario Leo aveva chiesto l’archiviazione del procedimento.
Ma Zoffili, attraverso i suoi legali Salvatore Porcu e Claudia Eccher, si era opposto alla richiesta di archiviazione. Il pm Leo, sostanzialmente, aveva ritenuto la condotta dell’indagato scriminata dal diritto di critica politica e aveva reputato la minaccia “generica e poco credibile”. Di parere opposto l’ex coordinatore della Lega Sardegna secondo il quale le espressioni utilizzate da 27enne non avrebbero rispettato il limite della continenza espressiva e della correttezza del linguaggio. Oltretutto il contenuto minatorio del post, che evocava il ricorso alla lotta armata per eliminare l’avversario politico, non poteva essere ricondotto a un fenomeno “da tastiera”. Il gip Carmela Rita Serra, condividendo e accogliendo le argomentazioni contenute nell’opposizione presentata dai difensori di Zoffili – e ritenendo le espressioni dell’imputato «gratuitamente offensive della dignità di Zoffili senza necessità né giustificazione» – aveva ordinato al pm di formulare l’imputazione. (na.co.)
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