Tre Comuni senza medico di base
Protestano i sindaci di Siligo, Bessude e Banari: assistenza negata a 1700 abitanti
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SILIGO. Non passa giorno, si può dire, che da ogni angolo della Sardegna non si levino le grida di dolore di amministratori comunali e cittadini, per le condizioni in cui versa la sanità del territorio. Ora sono i sindaci di Siligo, Bessude e Banari, a lamentare la mancanza del medico di base nei loro tre centri, e a chiedere con forza una soluzione definitiva con la nomina di una figura professionale stabile.
«La vicenda che si protrae ormai da anni – scrivono in una nota congiunta Giovanni Porcheddu, Roberto Marras e Francesco Basciu -–del medico di base provvisorio nei nostri Comuni, resta per noi motivo di forte preoccupazione e di disagio per le necessità delle nostre tre comunità, soprattutto per le categorie più fragili e per la situazione legata ai contagi da Covid-19».
Un medico di base sempre precario, con contratti a tempo determinato, per tre centri che contano complessivamente più di 1700 abitanti (Siligo 810, Bessude 389, Banari 533), e le cui esigenze dal punto di vista sanitario crescono di anno in anno. «I nostri tre Comuni – scrivono ancora i sindaci – hanno una popolazione prevalentemente anziana, diversi pazienti seguiti dall’Adi, una casa di riposo con 40 ospiti e la Comunità di recupero di Mondo X a Siligo, ma sono costretti a dover affrontare condizioni drammatiche e precarie, insostenibili». Ed è successo ancora una volta, che al medico nominato dall’Ats per un periodo di 12 mesi con decorrenza 18 gennaio 2021, sia scaduto il contratto, per cui le tre comunità si trovano attualmente senza medico di base. Ma già allora la nomina era risultata particolarmente travagliata, perché i medici che avevano presentato domanda al 1° e 2° avviso, avevano poi rinunciato, per cui c’era voluto un terzo avviso, che aveva portato alla nomina della dottoressa Barbara Frau di Nuxis, che poi aveva saputo conquistare la fiducia delle comunità dei tre centri ed aveva raggiunto i 1023 pazienti. Ma sempre col marchio della precarietà. Una provvisorietà che i cittadini e le amministrazioni del tre Comuni interessati denunciano come causa dei disagi e delle difficoltà per l’assistenza sanitaria di base, ma che, di fronte all’emergenza dell’assenza totale del medico, domandano che quantomeno venga salvaguardata. «Chiediamo pertanto, ai vertici di Ats – conclude la nota dei sindaci – di porre rimedio a questa situazione, designando urgentemente un sostituto temporaneo che possa rispondere ai bisogni degli utenti, attualmente privi di assistenza sanitaria, sino alla nomina del medico di base effettivo».
Mario Bonu
«La vicenda che si protrae ormai da anni – scrivono in una nota congiunta Giovanni Porcheddu, Roberto Marras e Francesco Basciu -–del medico di base provvisorio nei nostri Comuni, resta per noi motivo di forte preoccupazione e di disagio per le necessità delle nostre tre comunità, soprattutto per le categorie più fragili e per la situazione legata ai contagi da Covid-19».
Un medico di base sempre precario, con contratti a tempo determinato, per tre centri che contano complessivamente più di 1700 abitanti (Siligo 810, Bessude 389, Banari 533), e le cui esigenze dal punto di vista sanitario crescono di anno in anno. «I nostri tre Comuni – scrivono ancora i sindaci – hanno una popolazione prevalentemente anziana, diversi pazienti seguiti dall’Adi, una casa di riposo con 40 ospiti e la Comunità di recupero di Mondo X a Siligo, ma sono costretti a dover affrontare condizioni drammatiche e precarie, insostenibili». Ed è successo ancora una volta, che al medico nominato dall’Ats per un periodo di 12 mesi con decorrenza 18 gennaio 2021, sia scaduto il contratto, per cui le tre comunità si trovano attualmente senza medico di base. Ma già allora la nomina era risultata particolarmente travagliata, perché i medici che avevano presentato domanda al 1° e 2° avviso, avevano poi rinunciato, per cui c’era voluto un terzo avviso, che aveva portato alla nomina della dottoressa Barbara Frau di Nuxis, che poi aveva saputo conquistare la fiducia delle comunità dei tre centri ed aveva raggiunto i 1023 pazienti. Ma sempre col marchio della precarietà. Una provvisorietà che i cittadini e le amministrazioni del tre Comuni interessati denunciano come causa dei disagi e delle difficoltà per l’assistenza sanitaria di base, ma che, di fronte all’emergenza dell’assenza totale del medico, domandano che quantomeno venga salvaguardata. «Chiediamo pertanto, ai vertici di Ats – conclude la nota dei sindaci – di porre rimedio a questa situazione, designando urgentemente un sostituto temporaneo che possa rispondere ai bisogni degli utenti, attualmente privi di assistenza sanitaria, sino alla nomina del medico di base effettivo».
Mario Bonu
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