Una casa per le vittime di violenza

Via libera al testo presentato da Carla Fundoni sulla “seconda accoglienza”

SASSARI. Una casa di seconda accoglienza o della semi-autonomia per donne vittime di violenza con minori a carico. Si impegna a ospitarla in uno o più appartamenti del suo patrimonio il Comune di Sassari, con il consiglio che l’altro ieri ha approvato all’unanimità una mozione con prima firmataria Carla Fundoni, che soddisfatta sottolinea: «Sassari si propone come prima città della Sardegna in cui si sperimenta una best practice da proporre in un ambito territoriale più ampio. Un ringraziamento al sindaco, all'assessore Meazza e a tutti i colleghi e le colleghe del consiglio per averne colto gli intenti e l'importanza».

«Per tante donne vittime di violenza e con minori a carico, a loro volta vittime di violenza assistita, sfuggire alle angherie quotidiane del proprio aguzzino significa avere il coraggio di farsi assistere dal centro anti-violenza territoriale per denunciare gli abusi e i maltrattamenti subiti e per trovare accoglienza temporanea nella casa rifugio – ha sottolineato Fundoni –. Struttura di pronta accoglienza che, però, può rispondere solo all'emergenza. Infatti, dopo 4 mesi, una volta ultimato il percorso della casa rifugio, per molte donne si ripropongono, tra gli altri, due ordini di problemi: la mancanza di un alloggio e la mancanza dell'indipendenza economica. Se su quest'ultima è intervenuta la recente legge sul reddito di libertà l'alloggio rimane il punto debole. Da qui la necessità di completare l'azione svolta dal Cav attraverso la nascita della casa per la semi-autonomia intesa come spazio di residenzialità intermedia, in cui ospitare le donne con figli minori in uscita dalle casa rifugio».

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