Geriatria diventa covid e altri 30 posti al Marino

Ieri 56 positivi in pronto soccorso, i letti in Aou non bastano più e occorre convertire i reparti ordinari

SASSARI. L’Aou ancora una volta è costretta a correre ai ripari, perché il pressing della pandemia sta diventando insostenibile. Ieri mattina è stato convertito il reparto di Geriatria, all’interno del quale sono stati allestiti 18 letti covid. È un reparto che già nelle fasi precedenti aveva cambiato vocazione, il personale ha già esperienza nella gestione dei pazienti positivi e in più si presta alla separazione dei percorsi pulito e sporco.

Il problema principale è che l’ospedale dovrà fare a meno di un reparto strategico per la cura dei malati ordinari più anziani, e il livello di assistenza ne risentirà inevitabilmente.

L’altro reparto che è stato aperto ieri, e che servirà come valvola di sfogo per il Pronto Soccorso e Malattie infettive, è il secondo piano del Marino di Alghero. Potenzialmente potrebbe contenere 50 posti letto covid, ma in questa prima fase ne saranno operativi una trentina. Il problema resta il reclutamento del personale, soprattutto gli infermieri e gli oss, perché quelli messi in campo ieri (rispettivamente 17 e 15) sono sufficienti per gestire al massimo 30 pazienti. I trasferimenti sono già cominciati, e nell’arco di un paio di giorni il secondo piano si preannuncia già pieno. Infatti la curva dei contagi, soprattutto grazie al dilagare della variante Omicron, non diminuisce e gli accessi non danno alcuna tregua al pronto soccorso di Sassari. Ieri pomeriggio si contavano 56 positivi tra container e aree covid, su un totale di 90 pazienti (compresi i non covid) da gestire. Se il flusso verso l’hub di Sassari continuerà con questo ritmo, la struttura rischia il collasso. Il problema è che gli ospedali continuano a non farsi carico dei pazienti covid, dirottandoli sistematicamente verso Sassari, che resta (vista la latitanza del presidio di Nuoro e del Mater Olbia), l’unico riferimento per tutto il nord Sardegna. Ormai, in questo scenario di totale emergenza, la distinzione di ospedali covid o non covid ha poco senso. Ogni presidio dovrebbe essere in grado di prendere in carico i malati che non necessitano di respirazione assistita. Altrimenti a Sassari continueranno ad arrivare pazienti provenienti da Nuoro, Oristano, Gallura, Ogliastra e Medio Campidano, intasando il pronto soccorso e spingendo al limite la resistenza del personale medico e infermieristico e saturando completamente la disponibilità di posti letto. I 16 di Malattie infettive sono pieni, stessa cosa per i 19 subintensivi di Pneumocovid, anche i 20 di Pneumologia sono ormai soldout. Si aggiunge anche la gestione dei pazienti in dialisi, che ormai anche dalle altre province vengono dirottati su Sassari, appesantendo ulteriormente il carico di lavoro. Inoltre sono pieni 4 letti su 4 in Ginecologia e come già detto, anche il pronto soccorso, con i 56 positivi in carico, non ha più nemmeno una barella disponibile. L’unica valvola di sfogo restano il Marino di Alghero e Geriatria, in attesa che Nuoro offra il proprio contributo.

Anche la situazione delle terapie intensive comincia a farsi allarmante, perché cresce il numero dei pazienti gravi, in Pneumocovid respirano tutti con l’ausilio del casco, e anche l’età media dei ricoverati si sta via via abbassando.

La Terapia intensiva all’interno di Malattie infettive ha 6 posti occupati su 8, e la Tipo al Clemente 7 su 10.

La Terapia intensiva da 30 posti, la Ti30, al momento chiusa per lavori di adeguamento per un accreditamento non solo covid, ma anche per pazienti ordinari, dovrebbe riaprire attorno a metà febbraio. Ancora la ditta appaltatrice è in attesa di ricevere alcuni materiali per ultimare le opere e rendere operativi 23 posti letto (per utilizzo covid e ordinari).



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