Il Coghinas 2 non regge tutti a secco fino a domani

Un tratto dell’acquedotto ha ceduto di schianto nella notte di venerdì

SASSARI. Lo scalcagnato Coghinas 2 non ha aspettato il programmato intervento di lunedì. E, intorno alle 2 della notte tra venerdì e sabato, ha ceduto di schianto, costringendo l’Enas a chiudere i rubinetti della condotta che rifornisce di acqua grezza i potabilizzatori Abbanoa di Truncu Reale (al servizio di Sassari, Porto Torres e Stintino), Monte Agnese (Alghero) e Castelsardo, e rovinando il risveglio a parecchie decine di migliaia di persone. I problemi sono iniziati ieri mattina nel centro storico di Sassari, con pressione ridotta seguita dalle prime interruzioni, e poi si sono estesi in più di mezza città, specialmente nei quartieri di Monte Rosello basso, Sacro Cuore, Latte Dolce, Santa Maria di Pisa, Porcellana e Piandanna, alimentati dal serbatoio di Monte Oro. La “secca” è poi arrivata in tarda mattinata a Porto Torres (che ha retto per qualche ora in più per l’aiuto della rete dei pozzi) e nella prima serata a Stintino, Castelsardo e Tergu.

Un disagio importante, che durerà per tutta la giornata di oggi e potrebbe andare avanti fino alla tarda mattinata di domani. L’intervento Enas, iniziato intorno alle 2.30 di ieri mattina, si annuncia infatti, come sempre, complesso. Il tratto interessato dalla rottura, tra la diga di Santa Maria Coghinas e il potabilizzatore di Pedra Maiore, è in pianura, ma lontano dai pozzetti di controllo e per di più in una sezione di condotta dove l’acqua scorre ad altissima pressione. Le squadre Enas hanno dunque dovuto passare tutta la notte per scavare e portare alla luce la condotta, fare l’esatta diagnosi del guasto per poi iniziare il non semplice “rattoppo”. Il tentativo è quello di riparare il giunto da cui sembra avere avuto origine la maxi perdita e di metterlo in sicurezza con un “sarcofago” esterno, nella speranza che il tutto regga. Nel caso in cui fosse necessario sostituire l’intero tratto di condotta i tempi si allungherebbero di parecchio, e la situazione diventerebbe ingestibile. Il problema è che, per vedere se la riparazione è andata a buon fine, bisognerà aspettare di rimettere in pressione l’impianto, e incrociare le dita.

Bene andando i lavori proseguiranno fino alla tarda sera di oggi (la conclusione è annunciata, salvo imprevisti, alle 22) e l’acqua tornerà a scorrere a piena potenza dentro le condotte nella notte. Arrivata a destinazione andrà poi trattata negli impianti Abbanoa, prima di tornare in rete nelle prime ore della mattinata di lunedì. Nell’attesa degli eventi Abbanoa ha dispiegato un piano straordinario di distribuzione, calcolando “al litro” le scorte nei serbatoi (il vuoto totale è assolutamente da evitare) e soprattutto i tempi di recupero necessari a ripristinare i livelli quando sarà riavviata la produzione di acqua potabile, oltre a mettere in campo le consuete manovre per aumentare l’alimentazione alternativa dal potabilizzatore del Bidighinzu alimentato dall’omonimo invaso, con l’Enas che invece ha attivato il collegamento con la rete del consorzio di bonifica della Nurra per alimentare in parte Truncu Reale grazie al bacino del Cuga. Azioni ormai collaudate che hanno permesso di assicurare il 60% della normale erogazione (con Castelsardo e Tergu esclusi, ma salvati dalle risorse del proprio serbatoio) e ad Abbanaoa di giostare con erogazioni e chiusure, garantendo, se pur a singhiozzo, “finestre” di acqua per tutti. Oggi, allo stato attuale delle cose (ma la situazione è in continua evoluzione) le chiusure programmate a Sassari dovrebbero riguardare solo le zone servite dal serbatoio di Via Milano: Lu Fangazzu, San Paolo, San Giuseppe, Monserrato, Tingari, Monte Rosello medio, Sassari 2, Badde Pedrosa, Monte Furru Valle Gardona e Gioscari, con rubinetti a secco oggi fino alle 5 e dalle 15 alle 5 di domani. E domani dalle 18 alle 5 di martedì.

A Porto Torres è stata attivata l’integrazione dai pozzi ma sono previsti comunque disservizi fino a conclusione della riparazione della condotta e al riavvio degli impianti. Stessa situazione a Stintino, Castelsardo e Tergu.



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