Rapina al market, coppia scagionata
Ieri il verdetto d’appello per due fidanzati. Il pg aveva chiesto un anno e 8 mesi
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SASSARI. Assolti in appello dall’accusa di aver commesso una rapina nel supermercato Cobec di piazza Mazzotti. Ieri mattina il collegio presieduto da Salvatore Marinaro (a latere Marina Capitta e Plinia Azzena) ha confermato la sentenza di primo grado (emessa dal gup Michele Contini nel 2017) nei confronti di Verginica Marnela Dimache, 26 anni di origine romena, e Luigi Nuvoli, 32 anni, sassarese, difesi rispettivamente dagli avvocati Patrizia Marcori e Sara Dettori. Il pg Paolo De Falco aveva chiesto per entrambi la condanna a un anno e otto mesi. All’epoca del fatto la donna era anche stata arrestata ed era rimasta in cella per tre giorni. L’episodio risale al 2016 quando il dipendente di un market di piazza Mazzotti aveva chiesto ai due giovani – una volta superate le casse – di poter controllare la loro borsa. La Dimache si era rifiutata sostenendo che non ci fosse alcuna ragione per cui quell’uomo dovesse guardare la sua borsetta e a quel punto era nato un parapiglia. Il commesso aveva raccontato di esser stato aggredito dalla giovane con calci e pugni, tanto da riportare un trauma contusivo in faccia poi giudicato guaribile con tre giorni di convalescenza dai medici del pronto soccorso. La versione di lei era però diversa: «Mi sono difesa perché è stato lui a strattonarmi con forza per controllare la borsa». Il fidanzato, invece, nel frattempo si era allontanato. Il tutto era accaduto davanti alle telecamere a circuito chiuso dello stabile che ospita il supermercato. Sul posto erano arrivati immediatamente i carabinieri – chiamati dalla ragazza e anche dal commesso – e la Dimache era stata fermata, mentre il suo complice si era già allontanato. Ma secondo l’avvocato difensore Patrizia Marcori non c’erano prove contro la sua assistita: il video ritraeva solo la colluttazione, la coppia aveva appena fatto una spesa di 50 euro nel market e soprattutto aveva acquistato una cassa di birra che avrebbe certamente rallentato la fuga se le loro intenzioni fossero state realmente quelle di rubare. La giovane era stata fermata perché alcune commesse l’avrebbero vista mentre prendeva dagli scaffali – e metteva in borsetta – alcuni prodotti. Ma non avevano saputo indicare quali fossero. E, ancor più importante, i carabinieri non avevano trovato nulla dentro quella borsa. A processo era finito anche il suo fidanzato Luigi Nuvoli. Anche per il 32enne, difeso dall’avvocato Sara Dettori, è arrivata una sentenza di assoluzione. (na.co.)
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