Villaggio Marinella in attesa della bitumatura
Nulla è cambiato da quando cinque anni fa 25 famiglie protestarono per le urbanizzazioni primarie
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PORTO TORRES. Un rione ricco di fascino, storia e storie, ma assolutamente trascurato e dimenticato. I residenti del villaggio di Marinella, oltre il ponte romano, da una vita attendono la realizzazione di una serie di sottoservizi relativi alle urbanizzazioni primarie e la bitumatura delle stradine interne cui si accede da via dell’Industria e dal ponte romano. Nel quartiere vivono diverse famiglie e non mancano le attività imprenditoriali. Cinque anni fa proprio venticinque famiglie, esasperate, si lamentarono pubblicamente chiedendo di essere equiparate ai cittadini residenti negli altri quartieri di Porto Torres ma, vuoi per la complessità dell’iter, vuoi per la necessità di reperire importanti risorse economiche per esaudire le legittime richieste, nulla o quasi è stato risolto finora, quantunque si vociferi da tempo di interlocuzioni tra il sindaco Mulas ed il Cips. Eppure quei cittadini pagano le tasse come tutti gli altri.
Recentemente, all’inizio di dicembre, alcuni residenti hanno scritto al presidente del Cips chiedendo di intervenire per dare una sistemata alla strada ormai resa impraticabile dalle piogge. Oggi come ieri la situazione è la solita: strade polverose d’estate e fangose d'inverno, buie in quanto prive di illuminazione pubblica sempre. L’oscurità, come noto, favorisce il proliferare di microdiscariche. Una in particolare, in una stradina secondaria, si presenta ricca di residui edili.
È un vero peccato che un rione così caratteristico, reso ancora più affascinante dal costeggiare un fiume, il Rio Mannu e un'area da tanti anni in attesa di restyling per mezzo del Pit fluviale, ricco di beni archeologici straordinari quali il ponte romano o la tomba con pareti affrescate nell’Area 55, di elementi che raccontano storie più moderne come le batterie antiaeree o il complesso industriale dell’ex Ferromin, venga trascurato in questo modo.
Emanuele Fancellu
Recentemente, all’inizio di dicembre, alcuni residenti hanno scritto al presidente del Cips chiedendo di intervenire per dare una sistemata alla strada ormai resa impraticabile dalle piogge. Oggi come ieri la situazione è la solita: strade polverose d’estate e fangose d'inverno, buie in quanto prive di illuminazione pubblica sempre. L’oscurità, come noto, favorisce il proliferare di microdiscariche. Una in particolare, in una stradina secondaria, si presenta ricca di residui edili.
È un vero peccato che un rione così caratteristico, reso ancora più affascinante dal costeggiare un fiume, il Rio Mannu e un'area da tanti anni in attesa di restyling per mezzo del Pit fluviale, ricco di beni archeologici straordinari quali il ponte romano o la tomba con pareti affrescate nell’Area 55, di elementi che raccontano storie più moderne come le batterie antiaeree o il complesso industriale dell’ex Ferromin, venga trascurato in questo modo.
Emanuele Fancellu
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