Il Soprintendente: «Disponibile per l’ok ai lavori al porto»
PORTO TORRES. Dicembre 2015. Nel corso dei lavori di archeologia preventiva relativi alla realizzazione dei parcheggi e della strada di collegamento tra i moli di ponente e levante, all’interno del...
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PORTO TORRES. Dicembre 2015. Nel corso dei lavori di archeologia preventiva relativi alla realizzazione dei parcheggi e della strada di collegamento tra i moli di ponente e levante, all’interno del porto, dalla terra riemerge una spada, identificata come un gladio, la più celebre arma dei legionari romani. È soltanto l’ultimo di una serie di straordinari ritrovamenti relativi a quelle indagini – condotte in due zone distinte seppure vicine tra loro – nelle quali vengono riportati in luce resti di strutture, diversi frammenti scultorei e pavimenti con rivestimenti mosaicati.
I rinvenimenti fanno presagire ulteriori importanti scoperte alla ripresa delle operazioni, ma da allora gli scavi non sono più ricominciati. Le due aree, delimitate da reti arancioni per lo più crollate, sono ricettacolo d'immondizia abbandonata da qualche maleducato – c’è anche una pseudo-transenna rossa – o trasportata dal vento. L’incuria, inevitabilmente, nuoce alle strutture. L’Autorità di Sistema Portuale regionale aveva stanziato 550mila euro di fondi propri per la messa in sicurezza delle aree parcheggi e sotto la gradonata, altra area non lontana dai siti delle ultime scoperte e ricchissima di resti archeologici, ma ovviamente non può redigere un progetto senza la supervisione della Soprintendenza (e del Comune per la gestione).
«Da parte nostra c'è la massima disponibilità, l'AdSP dovrà affidare la progettazione ed i progettisti si raccorderanno con noi per ricevere le opportune indicazioni rispetto agli aspetti relativi alla tutela», afferma il Soprintendente Bruno Billeci che spiega: «Occorre completare gli scavi, capire, con un progetto complessivo, cosa lasciare in vista e cosa coprire, mettere a regime l’area del Belvedere dove gran parte dei lavori è già stata fatta e occorrono delle opportune riflessioni su alcuni aspetti».
Emanuele Fancellu
I rinvenimenti fanno presagire ulteriori importanti scoperte alla ripresa delle operazioni, ma da allora gli scavi non sono più ricominciati. Le due aree, delimitate da reti arancioni per lo più crollate, sono ricettacolo d'immondizia abbandonata da qualche maleducato – c’è anche una pseudo-transenna rossa – o trasportata dal vento. L’incuria, inevitabilmente, nuoce alle strutture. L’Autorità di Sistema Portuale regionale aveva stanziato 550mila euro di fondi propri per la messa in sicurezza delle aree parcheggi e sotto la gradonata, altra area non lontana dai siti delle ultime scoperte e ricchissima di resti archeologici, ma ovviamente non può redigere un progetto senza la supervisione della Soprintendenza (e del Comune per la gestione).
«Da parte nostra c'è la massima disponibilità, l'AdSP dovrà affidare la progettazione ed i progettisti si raccorderanno con noi per ricevere le opportune indicazioni rispetto agli aspetti relativi alla tutela», afferma il Soprintendente Bruno Billeci che spiega: «Occorre completare gli scavi, capire, con un progetto complessivo, cosa lasciare in vista e cosa coprire, mettere a regime l’area del Belvedere dove gran parte dei lavori è già stata fatta e occorrono delle opportune riflessioni su alcuni aspetti».
Emanuele Fancellu
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