«Inutile teatrino, avrei fatto lo sconto»
Don Azzeris Moretti: «Alla fine sono felice che l’abbiano comprata proprio loro»
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SASSARI. «C’era bisogno di organizzare tutto questo? Quella casa, se me l’avessero chiesta con gentilezza, gliel’avrei venduta senza problemi. Anzi, probabilmente gliel’avrei ceduta anche a meno di 110mila euro. Tanto il mio progetto della casa per anziani ormai non era più realizzabile». Non si può dire che padre Alberto Azzeris Moretti non l’abbia presa con sportività. Dice: «Se proprio volete saperlo, io sono anche contento che la casa sia ritornata ai suoi vecchi proprietari. In questo modo si chiude in bellezza un capitolo amaro, che mi è costato tante energie e tanti soldi. Purtroppo la residenza per anziani non era più possibile per una serie di vincoli paesaggistici, quindi non aveva più senso per me tenere quell’immobile, che avevo acquistato solo per quello scopo. Ora che manca poco alla mia pensione, dedicherò il mio tempo libero a portare a termine quell’idea, ma lo farò nella Nurra, non più a Palmadula». Domanda: però in fondo, nella compravendita lei ci ha guadagnato 30mila euro. «Sì ma tutti i soldi che ho dovuto spendere in avvocati? La controparte aveva il patrocinio gratuito, io i legali e le spese di cancelleria le ho pagate di tasca mia. Alla fine sono andato in pari».
E sull’opportunità che un uomo di chiesa partecipi a un’asta giudiziaria, don Alberto ha sempre risposto in maniera molto risoluta: «La mia coscienza è limpidissima: quella casa apparteneva al tribunale. Quando smetto la tonaca, sono un privato cittadino come gli altri. Pago le tasse, ho una tessera sanitaria, rispetto la legge, non faccio un torno a nessuno e ho il diritto di partecipare a un'asta. Mica stiamo parlando di una famiglia che ha perso la casa ed è rimasta per strada». (lu.so.)
E sull’opportunità che un uomo di chiesa partecipi a un’asta giudiziaria, don Alberto ha sempre risposto in maniera molto risoluta: «La mia coscienza è limpidissima: quella casa apparteneva al tribunale. Quando smetto la tonaca, sono un privato cittadino come gli altri. Pago le tasse, ho una tessera sanitaria, rispetto la legge, non faccio un torno a nessuno e ho il diritto di partecipare a un'asta. Mica stiamo parlando di una famiglia che ha perso la casa ed è rimasta per strada». (lu.so.)
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