L’attrazione irresistibile di Saccargia
La basilica è al primo posto dei siti da visitare più segnalati nel territorio del Coros
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CODRONGIANOS. Da un’analisi messa a punto in seno al progetto An.Co.R.A, elaborato e in fase di realizzazione da parte del Gal Anglona-Coros, sono emersi dei dati interessanti su quelli che sono i principali attrattori culturali e ambientali, materiali e immateriali, dei due territori che fanno capo al Gal.
Un’analisi conoscitiva ricavata dagli stakeholders che sono stati chiamati a rispondere ad un questionario elaborato dalla squadra di progetto che supporta la creazione di una destinazione turistica. Ne è stata ricavata una classifica in base al «primo nome che veniva in mente» (la cosiddetta “top of mind”). A comandare la speciale classifica è la basilica di Saccargia di Codrongianos che ha incamerato la maggior parte delle segnalazioni. Primo posto ampiamente meritato da una delle più importanti espressioni dell’architettura romanica in Sardegna. Al secondo posto si sono classificate le terme di Casteldoria di Santa Maria Coghinas, altro importante attrattore ambientale del territorio. Al terzo posto quella che viene considerata la “cattedrale” delle domus de janas dell’isola ovvero la domus “La Rocca” di Sedini. Ma non potevano mancare i Candelieri di Nulvi, classificatisi al quarto posto e la misteriosa foresta pietrificata di Carrucana di Martis (quinto posto). Seguono nell’ordine il Museo paleobotanico di Perfugas e come grande attrattore della zona costiera, il mare. All’ottavo posto i Candelieri di Ploaghe seguiti dal castello dei Malaspina di Osilo e dall’altra stupenda basilica romanica di Tergu. In classifica figurano anche altri attrattori immateriali come l’archeologia e i siti naturalistici.
Ovviamente nell’elenco mancano tanti altri siti e luoghi magari poco conosciuti ma di uguale importanza e di grande interesse culturale. L’Anglona e il Coros insomma custodiscono un enorme patrimonio che andrebbe tutelato e valorizzato al meglio perché con le sue particolarità e stratificazioni, contribuisce in modo determinante alla ricchezza dei nostri spazi, concorre a preservare la memoria delle comunità di appartenenza e del territorio e a promuoverne lo sviluppo culturale e turistico. Non bisogna dimenticare che il patrimonio culturale italiano costituisce una delle leve fondamentali del nostro turismo.
Mauro Tedde
Un’analisi conoscitiva ricavata dagli stakeholders che sono stati chiamati a rispondere ad un questionario elaborato dalla squadra di progetto che supporta la creazione di una destinazione turistica. Ne è stata ricavata una classifica in base al «primo nome che veniva in mente» (la cosiddetta “top of mind”). A comandare la speciale classifica è la basilica di Saccargia di Codrongianos che ha incamerato la maggior parte delle segnalazioni. Primo posto ampiamente meritato da una delle più importanti espressioni dell’architettura romanica in Sardegna. Al secondo posto si sono classificate le terme di Casteldoria di Santa Maria Coghinas, altro importante attrattore ambientale del territorio. Al terzo posto quella che viene considerata la “cattedrale” delle domus de janas dell’isola ovvero la domus “La Rocca” di Sedini. Ma non potevano mancare i Candelieri di Nulvi, classificatisi al quarto posto e la misteriosa foresta pietrificata di Carrucana di Martis (quinto posto). Seguono nell’ordine il Museo paleobotanico di Perfugas e come grande attrattore della zona costiera, il mare. All’ottavo posto i Candelieri di Ploaghe seguiti dal castello dei Malaspina di Osilo e dall’altra stupenda basilica romanica di Tergu. In classifica figurano anche altri attrattori immateriali come l’archeologia e i siti naturalistici.
Ovviamente nell’elenco mancano tanti altri siti e luoghi magari poco conosciuti ma di uguale importanza e di grande interesse culturale. L’Anglona e il Coros insomma custodiscono un enorme patrimonio che andrebbe tutelato e valorizzato al meglio perché con le sue particolarità e stratificazioni, contribuisce in modo determinante alla ricchezza dei nostri spazi, concorre a preservare la memoria delle comunità di appartenenza e del territorio e a promuoverne lo sviluppo culturale e turistico. Non bisogna dimenticare che il patrimonio culturale italiano costituisce una delle leve fondamentali del nostro turismo.
Mauro Tedde
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