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cronaca

Si buca e muore a 23 anni nel bagno della stazione

L’allarme due sere fa lanciato dagli addetti alle pulizie che hanno chiamato il 118 La Procura dispone l’autopsia. I sindacati accusano: «Troppi tagli alla vigilanza»


30 gennaio 2022 di Luca Fiori


SASSARI. L’allarme venerdì sera lo ha lanciato un’addetta al servizio di pulizie. Ha intravisto un corpo riverso all’interno di uno dei bagni pubblici e ha avvisato immediatamente gli agenti della polizia ferroviaria.

Il dramma si è consumato poco dopo le 19 con la stazione semi deserta. Gli agenti della Polfer sono corsi dietro alla donna e all’interno della casetta dei servizi igienici hanno trovato il corpo di un ragazzo sul pavimento. Nessun segno di violenza, ma una siringa sporca di sangue accanto al braccio ha fatto pensare subito a un’overdose.

È stato allertato il 118 e pochi minuti dopo un’ambulanza è arrivata sul posto, ma agli operatori sanitari corsi alla stazione con il Narcan per tentare di rianimare il giovane, non è rimasto che constatarne il decesso. La vittima era sassarese e aveva solo 23 anni, 24 li avrebbe compiuti all’inizio dell’estate. Figlio di genitori separati, due anni fa era rimasto orfano della madre. Purtroppo aveva conosciuto l’eroina da molto giovane e la strada della tossicodipendenza lo aveva fatto finire più volte in carcere. A settembre l’affidamento terapeutico a una comunità di recupero per tossicodipendenti gli aveva dato la possibilità di lasciare l’istituto di pena di Bancali e di provare a rimettere in sesto la sua vita.

In fuga dalla comunità. Purtroppo ha resistito solo quattro mesi. Giovedì sera si è allontanato dalla comunità del sud dell’isola e con un treno ha raggiunto Sassari. Una volta in città non è stato difficile per lui recuperare quello che stava cercando. A poche centinaia di metri dalla stazione, tra il Corso e via San Donato, c’è un mercato che non conosce orari. Sassaresi e nigeriani si dividono i clienti, che con soli 15 euro possono comprare - giorno e notte - una dose di eroina e con 5 in più una di cocaina. Mentre per marijuana e hashish basta molto meno.

Con la dose in tasca il 23enne ha raggiunto il bagno della stazione e poco il suo giovane cuore si è fermato. Forse il suo corpo non era più abituato o la sostanza che gli hanno venduto - come accade sempre più spesso - era tagliata con qualche porcheria che lo ha ucciso sul colpo.

L’inchiesta della Procura. Di questo dovrà occuparsi l’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica per far luce sulla vicenda. Il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu ha disposto il sequestro della siringa, sulla quale verranno effettuati accertamenti. Domani mattina verrà affidato l’incarico al medico legale Francesco Serra per eseguire l’autopsia. Dall’esame autoptico e da quelli istologici si potrà capire l’esatta causa della morte. Gli agenti della Polfer hanno acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza della stazione che ora verranno analizzate per capire se il 23enne abbia raggiunto il bagno pubblico in compagnia di qualcuno. Difficile invece risalire al pusher che gli ha venduto la dose, anche perché il giovane non aveva con sé un telefono che avrebbe potuto fornire qualche informazione utile agli inquirenti.

I sindacati attaccano. «Le stazioni sono sempre di più frequentate da tossicodipendenti e sbandati. Bisognerebbe potenziare il servizio di vigilanza e controllo affidato alla Polfer - interviene il segretario generale della Filt-Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu - perché sia i passeggeri che le persone che lavorano per mantenere il decoro nelle stazioni hanno il diritto di attendere e lavorare in sicurezza. I tagli sui servizi di pulizia e vigilanza che da oltre 15 anni si sono perpetrati - aggiunge Boeddu - non hanno fatto altro che rendere meno sicure le stazioni. Oramai questi luoghi che dovrebbero essere punti di attesa per i pendolari sono diventati degradati e poco sicuri».

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