Sassari, «Ti faccio licenziare»: il passeggero del treno finisce a giudizio
Non aveva il biglietto ma al vice ispettore Polfer disse: «Voi non sapete che io sono un vostro superiore... passerete dei guai... »
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SASSARI. «Voi non sapete che io sono un vostro superiore... passerete dei guai... ti faccio licenziare! Ho già fatto perdere il posto a un ufficiale dei carabinieri...». Così a bordo del treno regionale – in attesa di partire dalla stazione di Sassari – un uomo si era rivolto a un vice ispettore della polizia di Stato in forza al compartimento della polizia ferroviaria della Sardegna (sottosezione di Sassari). La pattuglia della Polfer era intervenuta in seguito alla chiamata del capotreno. Il passeggero, infatti, era privo del titolo di viaggio e aveva cominciato a protestare. Il vice ispettore, arrivato poco dopo, aveva proceduto con l’accertamento dell’identità dell’uomo che, non solo si era rifiutato di esibire i documenti e di dare indicazioni sulla propria identità personale ma a un certo punto si era rivolto al poliziotto con toni irrispettosi minacciando di fargli perdere il posto di lavoro. Frasi che il vice ispettore ha ripetuto in aula davanti al giudice Claudia Sechi nel processo che si sta celebrando proprio nei confronti del passeggero. L’uomo, infatti, era stato denunciato e rinviato a giudizio per rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale, resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.
Rispondendo alle domande del pubblico ministero Ilaria Achenza e dell’avvocato Giuseppe Onorato (che ha sostituito la collega Valentina Porcu, difensore d’ufficio) il testimone ha spiegato come quella mattina il suo intervento fosse stato richiesto dal capotreno. Ma al suo arrivo quell’uomo si era mostrato tutt’altro che intimorito, aveva anzi perseverato arrivando persino a dire che la pattuglia “avrebbe passato dei guai”.
Nel frattempo il treno rimaneva fermo alla stazione e per questo motivo all’imputato (che in seguito era stato identificato) è stato contestato anche il reato di interruzione di pubblico servizio. (na.co.)
Rispondendo alle domande del pubblico ministero Ilaria Achenza e dell’avvocato Giuseppe Onorato (che ha sostituito la collega Valentina Porcu, difensore d’ufficio) il testimone ha spiegato come quella mattina il suo intervento fosse stato richiesto dal capotreno. Ma al suo arrivo quell’uomo si era mostrato tutt’altro che intimorito, aveva anzi perseverato arrivando persino a dire che la pattuglia “avrebbe passato dei guai”.
Nel frattempo il treno rimaneva fermo alla stazione e per questo motivo all’imputato (che in seguito era stato identificato) è stato contestato anche il reato di interruzione di pubblico servizio. (na.co.)
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