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Devastante mix di droghe così è morto il 23enne

L’autopsia eseguita ieri mattina ha confermato l’assunzione di eroina e cocaina Dalla visione delle telecamere si spera di risalire a chi ha venduto la dose letale


01 febbraio 2022 di Luca Fiori


SASSARI. È stato un micidiale mix di eroina, cocaina e metadone a fermare il cuore del ventitreenne sassarese, trovato privo di vita venerdì scorso all’interno di un bagno della stazione ferroviaria di Sassari da un’addetta alle pulizie.

Lo ha stabilito ieri mattina l’esame autoptico eseguito nell’istituto di patologia forense dal medico legale Francesco Serra su incarico del sostituto procuratore Giovanni Porcheddu, titolare dell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica per far luce sulla triste fine del giovane, allontanatosi il giorno precedente dalla comunità di recupero in cui si trovava in affidamento terapeutico.

L’indagine affidata inizialmente agli agenti della polizia ferroviaria potrebbe ora passare nelle mani della squadra mobile. La Procura aveva disposto il sequestro della siringa trovata accanto al corpo del 23enne e ora attende gli esiti degli accertamenti tossicologici.

Gli inquirenti avevano acquisito anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stazione, per capire se il giovane avesse raggiunto il bagno pubblico, a pochi passi dai binari, in compagnia di qualcuno che poi lo ha abbandonato lì senza prestargli soccorso o dare l’allarme.

Dopo l’allontanamento dalla comunità del sud dell’isola in cui si trovava da settembre, giovedì scorso il 23enne ha raggiunto la città in treno. Non è stato difficile per lui recuperare le diverse sostanze stupefacenti che l’esame di ieri mattina ha evidenziato in maniera chiara.

È molto probabile che il 23enne le abbia assunte in momenti diversi della giornata e che solo a fine serata abbia deciso di tornare alla stazione per iniettarsi la dose di eroina.

Il suo cuore non ha retto e poco dopo le 19 un’addetta alle pulizie ha notato il suo copro riverso sul pavimento del bagno.

Solo dagli esami tossicologici, i cui esiti arriveranno tra un paio di mesi, si potrà capire con che sostanze sia stata tagliata la dose letale. Possibile che il corpo del giovane, che aveva iniziato da quattro mesi un percorso riabilitativo, non fosse più abituato all’assunzione di eroina, ma la Procura vuole escludere che ci sia in giro per la città qualche partita di stupefacente allungata con porcherie.

Purtroppo risalire a chi ha venduto la droga al 23enne per pochi euro non sarà semplice.

Le telecamere di videosorveglianza presenti in alcuni angoli strategici del centro storico potrebbero dare una mano agli inquirenti, ma è più probabile che l’acquisto sia avvenuto in qualche angolo buio e non monitorato. Figlio di genitori separati, il 23enne era rimasto orfano della madre due anni fa.

Purtroppo aveva conosciuto la droga da ragazzino e più volte era finito in carcere per i piccoli furti. A settembre la sua vita sembrava aver preso una svolta. I giudici avevano dato in benestare a lasciare il carcere di Bancali per un affidamento terapeutico in una comunità di recupero. Un percorso duro che avrebbe potuto reinserirlo nella società. Purtroppo non è andata così. Ieri pomeriggio la salma è stata restituita ai familiari per l’ultimo saluto.

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