Il federal building con dentro tutti gli uffici giudiziari
A presentare il rivoluzionario progetto il direttore dell’agenzia del Demanio Roberto Reggi è venuto addirittura due volte: nel 2016 e nel 2018. E, dopo aver visitato ciò che restava di San...
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A presentare il rivoluzionario progetto il direttore dell’agenzia del Demanio Roberto Reggi è venuto addirittura due volte: nel 2016 e nel 2018. E, dopo aver visitato ciò che restava di San Sebastiano, ha due volte illustrato il piano “Federal Building” da realizzare nell’ex carcere cittadino. Uno dei tanti “step” e tagli del nastro virtuali che hanno incorniciato un iter tanto complesso quanto, a vederne l’esito, paradossale. Soprattutto a leggere le entusiaste cronache del tempo, con ministeri e Demanio che raccontavano del “palazzo federale” da 18mila metri quadri che avrebbe ospitato la Procura, il Tribunale di sorveglianza, gli uffici del Tribunale civile e penale, il giudice di pace, l’ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti e soprattutto la sezione staccata della corte d’appello attualmente in via Budapest, oltre che una sorta di museo dedicato ai 150 anni della durissima vita dei detenuti. Con un intervento, interamente finanziato dallo Stato, da 12 milioni e un risparmio secco sugli affitti da 1,7 milioni di euro l’anno. Un’opera monumentale, a cui si lavorava da quel pomeriggio di luglio del 2013 quando 143 uomini, 13 donne e un piccolo bambino in poche ore lasciarono il fatiscente carcere vecchio 150 anni per andare nella nuova e altera casa circondariale di Bancali. Un sogno diventato, per Sassari, l’ennesimo incubo.
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