L’idea delle donne di Cossoine per dire basta alla violenza
COSSOINE. «Siamo state amate e odiate, adorate e rinnegate, baciate e uccise. Solo perché donne». É la scritta incisa in rilievo su una lastra di metallo a commento dell’installazione “Donna di...
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COSSOINE. «Siamo state amate e odiate, adorate e rinnegate, baciate e uccise. Solo perché donne». É la scritta incisa in rilievo su una lastra di metallo a commento dell’installazione “Donna di Cossoine”, all’ingresso del paese per chi arriva dalla 131, voluta dall’amministrazione comunale per «dare un segnale di vicinanza a tutte le donne vittime di qualsiasi violenza». L’opera è stata realizzata da Marco Ceraglia, con la collaborazione dell’artista Fabio Lanza.
Un piccolo monolite in pietra locale, e un pannello di metallo, per «un’opera che rievoca l’immagine di una donna che quasi fluttua, come se volesse far percepire all’occhio dell’osservatore il dolore e la rinascita della donna. Il dolore inteso come perdita di sé, della percezione della propria persona per mano di chiunque abusi (fisicamente e/o psicologicamente) della grandezza di una donna. La rinascita da interpretarsi come la forza di rialzarsi dal dolore e ribellarsi ad un sistema che non è stato in grado di proteggerla e quindi provvede da sé». Un’opera che invita alla riflessione, che interroga, che muove sentimenti profondi, su cui, una volta superata l’emergenza covid, il Comune intende aprire un confronto pubblico. In realtà, l’idea iniziale dell’amministrazione comunale era stata quella di installare una targa, ma una volta contattato l’artigiano/artista Marco Ceraglia, è stato lui stesso, considerata la rilevanza della tematica, a proporre un altro tipo di realizzazione. Che è quella che da qualche giorno accoglie chi arriva in paese, nel piccolo slargo a sinistra della scritta “Cossoine”. «Il tema della violenza sulle donne – dicono dal Comune - è diventato un focus di approfondimento da parte di varie figure professionali: medici, psicologi, criminologi, giornalisti e artisti». Marco Ceraglia, fotografo, curatore e Visual art designer, ha ricevuto diversi riconoscimenti anche internazionali. A Banari, nel 2018, realizzò “la foto di gruppo più grande del mondo”.
Mario Bonu
Un piccolo monolite in pietra locale, e un pannello di metallo, per «un’opera che rievoca l’immagine di una donna che quasi fluttua, come se volesse far percepire all’occhio dell’osservatore il dolore e la rinascita della donna. Il dolore inteso come perdita di sé, della percezione della propria persona per mano di chiunque abusi (fisicamente e/o psicologicamente) della grandezza di una donna. La rinascita da interpretarsi come la forza di rialzarsi dal dolore e ribellarsi ad un sistema che non è stato in grado di proteggerla e quindi provvede da sé». Un’opera che invita alla riflessione, che interroga, che muove sentimenti profondi, su cui, una volta superata l’emergenza covid, il Comune intende aprire un confronto pubblico. In realtà, l’idea iniziale dell’amministrazione comunale era stata quella di installare una targa, ma una volta contattato l’artigiano/artista Marco Ceraglia, è stato lui stesso, considerata la rilevanza della tematica, a proporre un altro tipo di realizzazione. Che è quella che da qualche giorno accoglie chi arriva in paese, nel piccolo slargo a sinistra della scritta “Cossoine”. «Il tema della violenza sulle donne – dicono dal Comune - è diventato un focus di approfondimento da parte di varie figure professionali: medici, psicologi, criminologi, giornalisti e artisti». Marco Ceraglia, fotografo, curatore e Visual art designer, ha ricevuto diversi riconoscimenti anche internazionali. A Banari, nel 2018, realizzò “la foto di gruppo più grande del mondo”.
Mario Bonu
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