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«Aspettiamo risposte su Medicina»

«Aspettiamo risposte su Medicina»

I sindacati chiedono alla direzione chiarimenti su area di svestizione e contratti

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OZIERI. La positiva notizia dell’imminente apertura dell’area critica Covid nell’ospedale Segni di Ozieri non fa calare l’attenzione sulla situazione del reparto di Medicina, ormai a tutti gli effetti un reparto Covid poiché “blindato” perché i degenti sono tutti contagiati. Nei giorni scorsi si era avuto un botta e risposta tra i segretari territoriali della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil e il direttore del presidio sulla mancanza di sicurezza, a cominciare dalla carenza di dispositivi di protezione e di un’adeguata zona di svestizione per il personale, nonché della condizione contrattuale degli operatori. La direzione del presidio aveva risposto che i presidi erano in arrivo (e infatti ne sono arrivati), e che i sindacati avrebbero dovuto informarsi bene prima di parlare, ma i confederali non accettano questa risposta sottolineando che «la protesta pubblica si sarebbe potuta evitare se l’azienda ci avesse contattato o informato preventivamente». Toto Terrosu di Fp Cgil, Antonio Monni di Cisl Fp e Augusto Ogana di Uil Fpl lamentano grosse falle nella comunicazione tra azienda e sindacati e fanno sapere che «nonostante tutte le richieste d’incontro inviate al direttore generale, il quale si è limitato a risponderci con una mail ai primi di gennaio invitandoci ad interloquire dopo il 20, appare quantomeno verosimile che il direttore facente funzioni non fosse informato di questo. Il tutto mentre il direttore generale non rispondeva alla chiamata telefonica da noi fatta per capire le criticità emerse nel reparto. Ciò in barba al Ccnl 2016/18, che prevede che l’informazione su misure concernenti la salute e sicurezza sul lavoro deve essere data nei tempi, nei modi e nei contenuti atti a consentire ai soggetti sindacali (noi) di procedere a una valutazione approfondita». Questo vale per la questione dei Dpi - alla quale la direzione ha risposto - ma anche per l’area svestizione e il futuro contrattuale e il trattamento “infortunio” degli operatori contagiati, «di cui noi facciamo menzione ma su cui a tutt’oggi non abbiamo avuto nessuna comunicazione. Lunedì manderemo l’ennesima nota al direttore generale, sperando che questa volta ci risponda». (b.m.)

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