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Sassari: due case per i padri separati, «i nuovi poveri»

Giovanni Bua
Sassari: due case per i padri separati, «i nuovi poveri»

Le sta realizzando il Comune. L’assessore Meazza: «È un allarme sociale»

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SASSARI. Due case dove ospitare i “padri separati” con sei-otto posti da offrire come temporaneo, quanto fondamentale, rifugio, da cui ripartire. Le sta allestendo il Comune, che spera di mettere in campo gli alloggi protetti nel giro di un paio di mesi.

A darne notizia, a margine dell’approvazione di un’ordine del giorno sul tema presentato da Massimo Rizzu di Sassari Civica e votato all’unanimità nell’ultimo consiglio comunale, l’assessore ai Servizi sociali Gianfranco Meazza.

Il tema è delicato quanto di strettissima attualità. Da anni infatti aumentano i “nuovi poveri”: persone, spesso con un reddito, ma non più in grado di sostenere le spese per i beni di prima necessità. E, secondo i dati di un recente rapporto Caritas, quasi 1 su 2 (46%) è rappresentato da un padre separato non collocatario, cioè i cui figli, a seguito della separazione, abitano stabilmente con la madre.

Storie complesse quanto drammatiche e che spesso rimangono sotto traccia, soprattutto in una città di provincia, come Sassari, in cui la “vergogna” spesso è più forte della necessità di chiedere aiuto. Eppure Sassari vanta un triste primato: è la città dell’Isola con il maggior numero di cause di separazione aperte ogni anno. Nell’ultima serie fornita dal ministero della Giustizia sul numero di procedimenti civili ogni centomila abitanti (quella del 2016) i casi erano 270. Un numero prudente, visto che molte coppie “scoppiano” senza passare dal tribunale. E oltretutto in deciso rialzo dopo i due terribili anni di pandemia e convivenza forzata, che hanno fatto arrivare al capolinea molti rapporti.

Con una media di 400-600 divorzi o separazioni l’anno, e almeno 5mila coppie divise in città, l’emergenza sociale è servita. «Siamo coscienti che il tema sia delicatissimo – ha sottolineato Meazza – ed è da tempo all’attenzione dei Servizi sociali e Politiche della Casa. Abbiamo già individuato una soluzione, che speriamo di rendere operativa in poche settimane. L’idea è di fornire un luogo protetto per aiutare i padri in difficoltà, dandogli, quando necessario, anche l’appoggio dei servizi sociali. Purtroppo l’applicazione della legge sull’affido condiviso sta dimostrando diversi problemi, e oggettivamente spesso l’assegno di mantenimento per i figli è al di sopra delle reali capacità economiche dell’uomo. Che, dato che appena nel 30% dei casi gli è concesso di mantenere la casa, deve aggiungere a quella somma anche le spese per una nuova abitazione, che dovrà essere sufficientemente accogliente e spaziosa per potere ospitare i figli nei giorni in cui gli sono affidati. Quando questa viene a mancare si lede profondamente il suo diritto alla genitorialità. Come Comune vogliamo intervenire con delle case a disposizione per aiutare questi padri, che saranno assegnate tramite avviso pubblico, come parte di un complessivo piano di aiuto alla famiglia di cui fa parte anche il progetto “Tessere”, il centro di Mediazione Familiare, avviato dal Settore Politiche Sociali del Comune, in collaborazione con l’associazione Mediatori Insieme, con l’obiettivo di potenziare i servizi nell’ambito della mediazione familiare, penale e della giustizia riparativa. È gestito e organizzato da un’équipe di cinque mediatori familiari di comprovata esperienza e professionalità ed è totalmente gratuito. Il nostro principale obiettivo è accompagnare i genitori a scelte orientate a preservare i figli minori dalle conseguenze dannose scaturenti dall’alta conflittualità. E pensiamo che il centro, così come le “case” possano dare un importante aiuto».

Soddisfatto Massimo Rizzu, primo firmatario dell’ordine del giorno appoggiato in maniera bi-partisan e approvato all’unanimità. «Sono contento – scrive – che il consiglio comunale abbia approvato, all’unanimità, la nostra proposta per sollecitare l’impegno della giunta e del sindaco affinché vengano realizzati degli alloggi temporanei per i padri separati, che si trovano in una reale situazione di necessità. Ciò anche, e soprattutto, a garanzia dei figli, i quali sono costretti a subire la diatribe dei loro genitori. Credo che questo sia un vero passo avanti per tutti, il quale mostra sensibilità al tema oggetto della proposta. Spero che questi alloggi vengano resi disponibili nel breve tempo, poiché è necessario dare immediato supporto a chi si trova in situazioni di disagio».

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