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Non occuparono la casa di accoglienza, assolte tre donne ospiti

Non occuparono la casa di accoglienza, assolte tre donne ospiti

SASSARI. A settembre del 2018 il centro di accoglienza notturno San Vincenzo, in via Maddalena, nel cuore del centro storico di Sassari, aveva smesso di aprire le sue porte alle donne in difficoltà...

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SASSARI. A settembre del 2018 il centro di accoglienza notturno San Vincenzo, in via Maddalena, nel cuore del centro storico di Sassari, aveva smesso di aprire le sue porte alle donne in difficoltà che lì trovavano un rifugio sicuro. Quella che inizialmente era sembrata una chiusura temporanea, decisa dalle Vincenziane nel precedente mese di agosto, si era trasformata in una scelta quasi obbligata. Le volontarie infatti non erano più in grado di farsi carico delle spese correnti per tenere operative quella e un’altra struttura che offrivano alloggio alle donne che avevano necessità di un aiuto (spesso accompagnate dai figli) e anche assistenza diurna a chiunque avesse bisogno.

Nell’ambito di quella dolorosa vicenda – che aveva portato le ospiti a protestare in strada davanti ai lucchetti messi nel cancello della struttura – era accaduto che alcune donne fossero entrate nella casa di accoglienza per portare via effetti personali che avevano lasciato all’interno. E per quel fatto sono in seguito finite davanti al giudice Antonietta Crobu con l’accusa, in concorso, di invasione di edificio e danneggiamento.

Ma ieri mattina le tre imputate di 59, 57 e 35 anni, difese dagli avvocati Claudio Mastandrea, Antonella Spanu e Manuela Tedde sono state assolte da tutte le accuse. All’epoca, primo agosto 2018 – come hanno sostenuto i legali nelle rispettive arringhe – le ospiti non avevano occupato e invaso quella struttura di proprietà del Comune per chissà quale scopo. Il loro intento infatti era stato esclusivamente quello di tornare in possesso delle proprie cose. Oggetti che nel tempo avevano arredato le stanze nelle quali dormivano. Ma anche vestiario e altri effetti personali. A tutte era stato contestato anche il danneggiamento «perché – scriveva la Procura – al fine di introdursi nello stabile forzavano la porta di ingresso della Casa di accoglienza San Vincenzo e spezzavano la catena posta a chiusura della stessa». A conclusione della discussione il pubblico ministero ha chiesto la condanna delle imputate a sei mesi di reclusione, ma il giudice – accogliendo la richiesta dei difensori – le ha assolte. (na.co.)

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