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Torino ha riqualificato il carcere gemello del sassarese San Sebastiano

Torino ha riqualificato il carcere gemello del sassarese San Sebastiano

“Le Nuove”, progettato anch’esso da Polani, ospita un museo e gli uffici dei giudici di pace  

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SASSARI. Il valore storico del complesso di San Sebastiano è fuori discussione. Il suo autore è l'architetto di Asti Giuseppe Polani (1815- 1894) che ha assunto l'incarico nel 1857 sulla base del concorso bandito dal ministero dell'Interno. Per il quale ha progettato le carceri "cellulari" di Torino, Genova, Perugia oltre a quello di Sassari. Un gruppo di lavori che concorrono a costituire il corpus dell'edilizia penitenziaria più evoluta in Italia (insieme al carcere di Alessandria di Henri Labrouste e a quello milanese di Francesco Lucca composto da sei bracci come quello sassarese).

E proprio la talentuosa mano di Giuseppe Polani ha messo la firma sul progetto di un “carcere gemello” che ha avuto sorte diversa da quella che si teme tocchi a San Sebastiano, un precedente che è una delle speranze più tangibili del fatto che tutela e nuovo uso possano convivere.

Il carcere cellulare conosciuto a Torino come “Le Nuove” (costruito tra il 1857 e il 1869) a partire dal 2009 è stato infatti protagonista di una complessiva e profonda riqualificazione. Nell'ex reclusorio, liberato dalle costruzioni accessorie, come i bassi fabbricati sorti in anni recenti e grazie al recupero e alla valorizzazione degli edifici storici, è stato prima allestito il “Museo delle Carceri di Torino”, uno dei più particolari e apprezzati della città sabauda.

Un successivo intervento ha poi riguardato il “braccio quattro”, le celle dove un tempo venivano rinchiuse le donne. Che dal 2019 ospitano la nuova sede dei giudici di pace con 21 giudici, nove del civile e dodici del penale.

I nuovi uffici sono collocati su tre piani e occupano un’area di circa 2.400 metri quadrati. Al pian terreno ci sono gli uffici di front office come le cancellerie per le iscrizioni al ruolo o per i decreti ingiuntivi, con sportelli dedicati ai cittadini e agli avvocati. Al piano superiore ci sono le stanze dei magistrati e del personale amministrativo. Negli ex sotterranei ci sono le tre aule dove si svolgono i processi: arredi moderni e sedie di colore blu elettrico. Le finestre a bocca di lupo? Sottoposte al vincolo della soprintendenza non sono state toccate. (g.bua)

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