L’istituto Segni dice no allo sciopero
Gli studenti contrari alla protesta sui 2 scritti alla maturità: «Siamo preparati»
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OZIERI. Non tutti gli studenti delle scuole superiori aderiscono allo sciopero nazionale proclamato dall’Unione degli Studenti contro le recenti disposizioni del ministero dell’Istruzione che hanno decretato il ritorno di due prove scritte nell’esame di Maturità 2022.
Ne sono un esempio gli studenti dei licei classico, scienze umane e scientifico dell’istituto superiore Segni di Ozieri, che per voce dei loro rappresentanti hanno fatto sapere che non hanno aderito alla mobilitazione indetta dall’Uds che è già iniziata e che si protrarrà ancora per diversi giorni.
«Siamo perfettamente preparati per l’esame di maturità – dice il rappresentante dei licei classico e scienze umane Alessio Carta – e non vediamo quale sia il problema nel dover svolgere due prove scritte. Siamo pronti grazie alla nostra scuola e ai nostri docenti che sin dal primo giorno in cui siamo entrati in questa scuola ci hanno preparato con passione ed entusiasmo sia per l’esame di maturità sia per altre prove che dovremo affrontare in futuro nella nostra vita, e a loro va il nostro ringraziamento. La decisione del ministro Patrizio Bianchi – prosegue Carta – ci sembra un bellissimo segnale di ritorno a una normalità che manca da due anni e che finalmente sembra essere vicina. Affronteremo questo esame con grande forza e con coraggio e senza paure, ce la metteremo tutta. Poi certo un po’ di ansia ci sta, ma è normale», conclude scherzosamente. Gli studenti dei licei del Segni – come anche quelli del tecnico Fermi di Ozieri – alla ripresa delle lezioni avevano scioperato per qualche giorno chiedendo che a Ozieri partisse dal sindaco Marco Murgia un’ordinanza di chiusura dei plessi, con conseguente didattica a distanza per tutti (rifiutavano infatti la didattica mista considerandola discriminatoria), perché in quei giorni a Ozieri e nel territorio il numero dei positivi al Covid era molto alto. Un’ipotesi poi non concretizzatasi mancandone i presupposti effettivi.
Tutto ciò mentre in altre zone d’Italia altri studenti che erano stati messi in Dad protestavano perché chiedevano di tornare in classe. È quindi evidente che anche le proteste degli studenti, come spesso accade, riflettono le urgenze dei territori, come dimostra appunto il rifiuto delle ragazze e dei ragazzi del Segni di scioperare per le due prove scritte della maturità. (b.m.)
Ne sono un esempio gli studenti dei licei classico, scienze umane e scientifico dell’istituto superiore Segni di Ozieri, che per voce dei loro rappresentanti hanno fatto sapere che non hanno aderito alla mobilitazione indetta dall’Uds che è già iniziata e che si protrarrà ancora per diversi giorni.
«Siamo perfettamente preparati per l’esame di maturità – dice il rappresentante dei licei classico e scienze umane Alessio Carta – e non vediamo quale sia il problema nel dover svolgere due prove scritte. Siamo pronti grazie alla nostra scuola e ai nostri docenti che sin dal primo giorno in cui siamo entrati in questa scuola ci hanno preparato con passione ed entusiasmo sia per l’esame di maturità sia per altre prove che dovremo affrontare in futuro nella nostra vita, e a loro va il nostro ringraziamento. La decisione del ministro Patrizio Bianchi – prosegue Carta – ci sembra un bellissimo segnale di ritorno a una normalità che manca da due anni e che finalmente sembra essere vicina. Affronteremo questo esame con grande forza e con coraggio e senza paure, ce la metteremo tutta. Poi certo un po’ di ansia ci sta, ma è normale», conclude scherzosamente. Gli studenti dei licei del Segni – come anche quelli del tecnico Fermi di Ozieri – alla ripresa delle lezioni avevano scioperato per qualche giorno chiedendo che a Ozieri partisse dal sindaco Marco Murgia un’ordinanza di chiusura dei plessi, con conseguente didattica a distanza per tutti (rifiutavano infatti la didattica mista considerandola discriminatoria), perché in quei giorni a Ozieri e nel territorio il numero dei positivi al Covid era molto alto. Un’ipotesi poi non concretizzatasi mancandone i presupposti effettivi.
Tutto ciò mentre in altre zone d’Italia altri studenti che erano stati messi in Dad protestavano perché chiedevano di tornare in classe. È quindi evidente che anche le proteste degli studenti, come spesso accade, riflettono le urgenze dei territori, come dimostra appunto il rifiuto delle ragazze e dei ragazzi del Segni di scioperare per le due prove scritte della maturità. (b.m.)
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